lunedì 21 maggio 2018

Le frequenze a 438Hz, i RINGOLE e l'accordatura aurea

A scanso di equivoci....questo post non va considerato come New Age ma abbastanza particolare. Leggiamolo insieme e commentiamolo.
Nato a New York, cresciuto a Washington DC, Paul Horn ha iniziato il suo studio di pianoforte classico e clarinetto da bambino. Si è diplomato al Conservatorio di musica di Oberlin e si è laureato alla Manhattan School of Music. Dopo un periodo nell'esercito, suonò brevemente nella big band Sauter-Finegan, poi si unì al famoso Chico Hamilton Quintetto.
Horn ha viaggiato per il mondo diverse volte, suonando spesso per migliaia di persone nelle sale da concerto, registrando questi album nelle loro famose location: Inside the Taj Mahal ( 11062 ), in India, Inside the Great Pyramid ( 12060 ), in Egitto, e All'interno della Cattedrale ( 11075 ), a Vilnius, in Lituania. Nel 1987, ha fatto una registrazione che è stata nominata per il miglior Grammy New Age; non c'è da meravigliarsi che abbia intitolato quell'album Traveler ( 11086 ). Nato a New York, cresciuto a Washington DC, Horn ha iniziato il suo studio di pianoforte classico e clarinetto da bambino. Si è diplomato al Conservatorio di musica di Oberlin e si è laureato alla Manhattan School of Music. Dopo un periodo nell'esercito, suonò brevemente nella big band Sauter-Finegan, poi si unì al famoso Chico Hamilton Quintetto.

Vivendo a Hollywood, Horn si è rapidamente affermato come star del jazz su flauto, clarinetto e sassofono. Questi sono stati gli anni della gloria, touring e registrazione con Chico Hamilton ; amici con Miles Davis , Tony Curtis , Tony Bennett ; capo dei suoi quartetti e gruppi di quintetti; celebrato nei sondaggi jazz Downbeat , Playboy e Metronome ; selezionato come oggetto per David Wolper il documentario televisivo La storia di un musicista jazz ; musicista freelance e solista ospite su dozzine di album; membro della NBC Staff Orchestra; sullo schermo come attore in The Sweet Smell of Success e The Rat Race . Nonostante tutto il suo successo professionale negli anni '50 e nei primi anni '60, Horn si sentiva comunque profondamente insoddisfatto. Il suo primo matrimonio era sulle rocce. Nel dicembre del 1966, Horn riempì le sue borse e volò in India, dove rimase per quattro mesi e divenne un insegnante di meditazione, guidato da Maharishi Mahesh Yogi . La meditazione ha aperto le porte al mondo interiore. La vita di Horn è stata trasformata. Nel 1968, Horn tornò in India come produttore di un film su Maharishi e meditazione.Ha viaggiato in Egitto, Cina, Scozia e altrove, registrando in ogni luogo. Proprio in Egitto Paul Horn ha scoperto, insieme ad alcuni scienziati, una strana risonanza a 438 Hz causata dal sarcofago in granito situato nella Camera del Re nella Grande Piramide d’Egitto. Diversi ingegneri hanno determinato che la camera, il sarcofago e diversi punti della piramide hanno proprietà matematicamente perfette per originare un’acustica molto speciale. Ciò indicherebbe che gli egiziani avevano un’enorme conoscenza della musica e delle frequenze. Sono stati anche scoperti cristalli di quarzo all’interno della pietra che si trova nella piramide, che emana un campo elettromagnetico a bassa intensità.
Gli egiziani usavano le frequenze per influenzare le persone che entravano nella piramide? La frequenza dei 438 Hz veniva utilizzata nell’antichità come mezzo per indurre uno stato meditativo, ma storicamente impiegata in alcuni teatri e corti europee, che fissa la centrale a 432 Hz come accordatura aurea o scientifica. Alcuni ricercatori sono convinti che questo tipo di vibrazione contribuisce all’pertura di Portali Dimensionali o Stargate. Le frequenze tra i 432 e 440 Hz, quindi compresa la frequenza dei 438 Hz, sono parte delle quattro frequenze di oscillazione universale, connesse armonicamente ai toni di risonanza della Grande Piramide di Giza e le basi del DNA. Infatti 438 Hz potrebbero contribuire all’apertura dei famosi e piccoli Portali chiamati Ringole. I Ringole si manifestano a livello del DNA creando l’apertura di un portale dimensionale che avviene anche durante la fase di meditazione. Quindi, la Grande Piramide di Giza è stata costruita pensando al Principio dell’Allineamento Armonico! E le sue frequenze sono sub-soniche, fino a ½ hertz. Non c’è dubbio nella mia mente come ciò potrebbe servire per accoppiare armonicamente la piramide con la colla sonora dell’Universo e della Terra. Le frequenze specifiche sono relative al corpo coinvolto. Solo il Principio dell’Allineamento Armonico è assoluto in tutto l’Universo. Ma le vibrazioni sonore registrate nei luoghi sacri come ad esempio a Stonehenge, oppure nella Piramide del Sole in Bosnia o nelle Piramidi in Egitto e in Sud America, sono accordate armonicamente con la risonanza della Terra, un fatto apparentemente intrinseco alla saggezza antica in una diversità di culture.
Come i suoni dei flauti sacri dell’Oregon, queste sono le frequenze responsabili dei Quattro Percorsi per la Luce e la Verità e sono le forze guida per tutto ciò che abbiamo studiato e sperimentato. Queste si manifestano nel Reame Fisico come le quattro forze in natura, le quattro stagioni, i quattro campi energetici e gli elementi antichi, le quattro funzioni filosofiche, le quattro nobili verità, hanno tutte la loro origine nelle Quattro frequenze di Dio. Secondo alcuni gruppi famosi (Pink Floyd, Rolling Stones) o famosissimi autori di musica classica (quali Mozart, Verdi) queste frequenze si propagano nel corpo e nella natura, donando energia e senso di pace, oltre a dare al suono un carattere più chiaro e caldo. 
Per mezzo dell’accordatura del LA a 432 si arriva ad un Do di 256Hz, e all’interno di questa scala 8 Hz diventano il 27° sopratono di DO. Per il principio delle armoniche secondo cui a un suono prodotto si aggiungono multipli e sottomultipli di quella frequenza, anche i Do delle altre ottave cominceranno a vibrare per “simpatia”, facendo risuonare naturalmente la frequenza di 8Hz. Certo loro usavano una frequenza leggermente più bassa (432) rispetto a quella che sembrerebbe essere avvertita, da Paul Horn, all'interno della camera sepolcrale del faraone Cheope (439). Ma come abbiamo visto, e potuto capire, le frequenze capaci di alterare lo stato psichico ed universale sono proprio quelle tra i 432 e i 440.
8 HZ ALLA BASE DELLA VITA.
-8Hz è il “battito” fondamentale del pianeta, noto come “risonanza fondamentale di cavità Schumann”;
-8 Hz è la frequenza su cui opera la molecola del DMT, una sostanza allucinogena prodotta dalla nostra ghiandola pineale;
-8 Hz sono la frequenza di replicazione del DNA umano e 8 Hz sono anche il ritmo delle onde Alfa del cervello nella quale i nostri “processori paralleli”, o bi-emisferi cerebrali, sono sincronizzati per lavorare insieme;
-Dalle leggi di Keplero si sa che l’arrangiamento planetario del nostro sistema solare segue la scala di sintonia DO a 256 Hz, e questi ultimi sono persino un’ottava all’interno del Frattale Triangolare di Sierpinski.

8 HZ E RISVEGLIO DELLE FACOLTA’ UMANE
Ananda Bosman afferma che la neocorteccia, per il 90% “non assegnata”, viene risvegliata in questa sincronizzazione, operando in tutti i dentriti delle cellule con il flusso massimo di informazioni per quella scala. Le onde di consapevolezza “ordinarie” variano da 14 a 40 Hz. In questo range operano solamente alcuni dentriti delle cellule del cervello che utilizzano prevalentemente l’emisfero sinistro come centro di attività, dove il flusso di informazioni è miliardi di volte più debole. Un po’ come quando si utilizza un vecchio processore 386 comparato ad un Pentium di ultimissima generazione.
Moltissimi ricercatori e musicisti hanno sperimentato tale beneficio tanto da sostenere con vigore che l’Accordatura Naturale è data solo sincronizzandosi sul LA a 432Hz. Questa frequenza già appartenuta al passato dell’uomo (vedi strumenti antichi greci ed egizi) è stata sostituita dal comune La 440Hz nel 1953 a Londra (dopo il tentativo del ministro della propaganda nazista Joseph Goebbels, nel 1939, di ottenere lo stesso risultato).  Molti sono i sostenitori della cosidetta accordatura aurea: da Mozart ai Pink Floyd a Mick Jagger, cantante dei Rolling Stones a livello internazionale, mentre in Italia da Ananda Bosman, Flavia Vallega, Andrea Doria a Riccardo Tristano Tuis. Fu sostenuta anche da Verdi, e in tempi più recenti da Pavarotti e Placido Domingo. 

Giuseppe Verdi in una lettera del 1884, indirizzata alla commissione musicale del governo italiano, che non ebbe successo nel suo tentativo, parlava di una riduzione che anche lui avrebbe visto di buon grado e cioè dal corista “normale” di 435Hz ad un corista di 432Hz, scrivendo al riguardo una frase di notevole importanza: “per esigenze matematiche“.
Maria Renold (1917 – 2003) nella sua interessante opera dal titolo: “Intervals, Scales, Tones and the Concert pich C 128Hz”, in cui con dati di grande fascino e ricchezza scientifica delucida in termini pitagorici tra altre informazioni vitali il 128Hz e il 432Hz conducendo il lettore ai frutti delle sue pluriennali ricerche, indicando l’importanza del LA 432Hz. In concerti eseguiti con strumenti accordati sul La a 440 hz gli ascoltatori assumevano atteggiamenti polemici, antisociali. Ma gli stessi ascoltatori, invitati a riascoltare lo stesso concerto, stavolta eseguito con strumenti regolati su un La a 432 hz, acquistavano un atteggiamento positivo, se non entusiasta. Non solo, 9 ascoltatori su 10 apprezzavano di più il secondo concerto, pur non sapendo indicare il motivo.
Henry Kjellson, un ingegnere svedese costruttore d’aeroplani, raccontò nel libro “The lost techniques”, la strabiliante esperienza del Dr Jale, il suo amico svedese che, avendo il privilegio di soggiornare in un lamastero tibetano, riuscì a documentare e filmare come i monaci riuscissero a sollevare massi pesantissimi e a spostarli a 250 metri d’altezza, utilizzando unicamente la levitazione acustica.
Vide con i suoi occhi un fenomeno che per le leggi fisiche del tempo non poteva esistere: col solo suono di tamburi e trombe, i monaci riuscivano a sollevare grosse pietre di pesi differenti dal suolo che, arrivate a 250 metri più in alto, con l’aiuto di alcuni yachs, venivano poi ricevute e sistemate da altri monaci.
Evidentemente essi hanno sfruttato un’enorme fonte di energia sconosciuta, ma la scienza ufficiale tolse di mezzo i filmati che furono ufficialmente confiscati e secretati dalla società inglese per cui l’uomo lavorava e ancora oggi sembrano essersi volatilizzati.

Ma i tibetani non furono gli unici a conoscere anticamente la levitazione acustica: secondo alcune leggende arabe giunte sino a noi, gli antici Egizi facevano volare pietre spostandole con la sola forza del pensiero e con il suono, lasciando così intendere che avrebbero potuto usare questo sistema per la costruzione di piramidi.
D’altra parte, i sacerdoti egizi erano depositari delle “Parole del Potere”, insegnate dal dio Thot: se le parole venivano pronunciate correttamente, producevano un modello tridimensionale in risonanza con l’Etere, generando l’ effetto desiderato o un’ energia.Sulla rivista dell’Accademia delle Scienze degli Stati Uniti, è stato descritto un nuovo metodo di levitazione acustica in movimento, sviluppato da un team di ricercatori del Politecnico di Zurigo, capeggiato dall’italiano Daniele Foresti. Come egli stesso spiega, la levitazione acustica, ossia l’utilizzo di onde sonore per mantenere in aria piccoli oggetti, esisteva già da diversi decenni, ma si trattava di una levitazione statica, in cui gli oggetti vengono mantenuti in equilibro in un certo punto. Per farlo si sfrutta la pressione esercitata dalle onde acustiche e, variandone opportunamente l’intensità e la frequenza, in questo caso infrasuoni, è possibile far ‘galleggiare’ qualsiasi tipo di piccoli oggetti, anche liquidi. Il ventinovenne ricercatore italiano, invece, nell’ambito del conseguimento del dottorato in Svizzera, ha avuto la sensazionale idea di utilizzare tanti levitatori, disponendoli uno accanto all’altro, per capire come far passare la ‘palla’ da uno all’altro e guidare così il movimento di un oggetto.

Proprio come in una chitarra, dove la forma fa praticamente tutto, poiché mantiene il controllo delle onde e la risonanza, il segreto del primo levitatore al mondo in grado di manipolare e muovere più oggetti contemporaneamente sta tutto nella sua geometria. In cosa consiste nel dettaglio il suo metodo di levitazione acustica? Sfruttando le proprietà del suono, è possibile manipolare piccole quantità di oggetti solidi o muovere piccole quantità di liquidi, senza alcun tipo di contatto con altri strumenti, quindi evitando interazioni o contaminazioni . Forza di gravità e tocco provocano deformazioni nei materiali che, seppur minime, possono compromettere la perfetta reazione chimica tra due liquidi o altri tipi di sostanze. Lo strumento, messo a punto nei laboratori svizzeri, permette di muovere oggetti con una sezione fino a 7 millimetri, senza limiti di lunghezza ed è utilizzabile su qualsiasi tipo di materiale.
Il levitatore può muovere gocce di leghe metalliche fuse, che possono essere mescolate insieme per formare nuovi materiali oppure per l’incapsulamento del solido-liquido. Alcuni esperimenti sono stati anche di tipo biologico, dimostrando i vantaggi della levitazione anche per la trasfezione del Dna, ossia inserendo parti di Dna all’interno delle cellule ed evitando alcune delle problematiche che insorgono con le tecniche tradizionali, con potenziali applicazioni in campo chimico e farmaceutico. Scienza, fisica, musica e medicina sono pertanto termini inscindibili e costantementi interconnessi.
(si ringrazia per alcune citazioni Caterina Lenti, Massimo Fratini e Riccardo Lautizi)

PRESENTAZIONE

Buongiorno

Mi presento. 
Sono Maurizio (detto Mizio dagli amici) e da anni appassionato di musica in tutte le sue forme anche se prediligo alcuni stili musicali: blues e rock.
La mia passione per la musica mi è stata trasmessa, anzi tempo, da mio padre che soleva, durante il pranzo, "tamburellare" sul tavolo o, con coltello o forchetta, picchiettare il bicchiere al ritmo di musica. Mio padre era un tipo molto allegrlo e prendeva la vita sempre con il sorriso. Io gli somiglio moltissimo anche se, a differenza di lui, ho perfezionato sia il modo di fare battute spiritose che amare la musica.

Già in età scolare, esattamente alle scuole medie, il mio professore di musica disse a mia madre che avevo un buon orecchio musicale e un buon ritmo. Infatti avevo imparato perfettamente a suonare il flauto (quello scolastico) e, a casa, cercavo non solo di imparare le classiche musichette da principiante ma tentavo anche di fare quelle in voga a quei tempi.

Così mia madre per Natale ci regalò (a me e mia sorella) una tastiera. Era una banalissima tastiera elettronica della "Bontempi". Con quella mi divertivo a suonare canzoni di Celentano, di Mina, di Cocciante o altri di quell'epoca.
Poi arrivò a casa il primo giradischi stereo. Fino ad allora avevamo un giradischi a valigetta. Già con quello mi divertivo a metter su 45 giri o 33 giri per cercare di "captare" le note e riportarle sulla tastiera del Bontempi.


Con il mio primo stereo la musica la sentivo ad alto volume ma non passavo soltanto dischi anni 60 bensì i primi 33 giri che erano dei Beatles, dei Rolling Stones, dei Pink Floyd, etc. I miei gusti si stavano raffinando.

Al 14mo anno mi a madre, un 22 settembre (giorno del mio onomastico), pensò bene di regalarmi uno strumento nuovo. La mia prima chitarra. Assomigliava a questa della foto. La mia era un po' più giocattolo. Mia madre la comprò al prezzo di Lire 10.000 (oggi sarebbe costata forse 50 euro).
Per settimane la SISME (così era la marca della mia chitarra) rimase chiusa in uno scatolone e coperta dal suo celofane.

A quei tempi pensavo a studiare (dato che ero appena entrato alle prime superiori) e a giocare a calcio in qualità di portiere. Quanto alla SISME (che in seguito battezzai "Terremoto" data la sua facilità alla scordatura per colpa di un ponte instabile) non era nell'anticamera del mio cervello.

Continuando a giocare a calcio conobbi un ragazzo che aveva pressappoco la mia età che aveva già imparato a suonare la chitarra e si propose di darmi le prime lezioncine di chitarra.
Imparai ben presto il giro di DO (DO, LA, REm e SOL).
Ma appena dopo le prime "ditate" sulla tastiera della chitarra, la SISME, se ne tornò ben presto a soggiornare nel suo bello scatolone. Le mia dita era doloranti. Le visciche mi facevano venire le lacrime agli occhi anche se sfioravo, inavvertitamente, un mobile o un asciugamano. Passai giorni senza più riconsiderare quel "Terremoto".
Ma poi la costanza e la voglia di imparare vinsero sul dolore.

Imparai ben presto altri accordi. Velocizzai un po' i passaggi tra un accordo e un altro.
Mia madre vedendomi "preso" e voglioso di imparare, decise di mandarmi a scuola di chitarra. Accanto a casa mia, a quei tempi, viveva un professore dell'orchestra della RAI.
SI! Proprio così! Professore dell'orchestra di MAMMA RAI.
Il prof sapeva suonare ben più di uno strumento e la sala di casa sua era colma di strumenti: pianoforte a muro, chitarra, sassofono, tromba, violoncello, violino.....
.
Sono stato a lezione da lui solo un mese. I costi per le lezioni erano alti per la mia famiglia ed io decisi di non andar più da lui solo perchè in un mese non avevo mai visto la chitarra. E' chiaro che dovevo imparare a leggere e scrivere la musica e quindi le lezioni vertevono solo e soltanto sui solfeggi al pianoforte.
Un mese dopo dissi a mia madre che non volevo più andare dal professore. Le chiesi di darmi 2000 lire (un'ora di lezione costava 1.500 lire - si parla degli anni 70) e con quei soldi mi comprai dei prontuari ed il primo spartito: AMARSI UN PO' del grande Lucio Battisti.

Bene! Da quei fatidici 14 anni ne sono trascorsi quasi 40 ed oggi sono sicuramente più spigliato di allora. Non sono a livello dei grandi chitarristi ma, a giudizio di alcuni che mi hanno sentito suonare, sono capace ed ho un ritmo alla mano destra niente male (ndr giudizio altrui).

Oggi, dopo circa 40 anni, mi diverto con le mie chitarre. La "Terremoto" è sparita da anni e anni. Al suo posto mio padre mi comprò una DI GIORGIO classica. Una SIGNORA chitarra. Nel 1977 venne pagata 300mila lire. Con quella mi esercitati per diverso tempo prima di venderla ad un mio amico. La classica (come chitarra intendo) non faceva per me. Il suono di quella chitarra era corposo, magico, preciso, spettacolare ma non potevo certo usarla per suonare pezzi pop o rock.
Furono gli anni in cui iniziai a comporre canzoni. In quegli anni ne scrissi una dozzina.

Negli anni 80 vendetti, a malincuore la DI GIORGIO, ed acquistai la mia prima vera chitarra semi acustica. La morbidezza delle corde in budello animale e della sua tastiera me li rimpiango ancora.

Oggi, dopo averne cambiate ben 7, ne ho tre a casa. Una semi acustica che uso sempre, una acustica elettrificata e il gioiello di casa (l'elettrica).
Devo dire che il salto di qualità l'ho fatto qualche anno fa quando per motivi fisici, post operatori, sono stato relegato in casa sul divano per diversi mesi. Presi a studiare la chitarra da zero. Come se non la conoscessi proprio. MI avvalsi di alcuni dvd di un grande chitarrista italiano. Grazie a questa specie di tutoraggio a distanza imparai ad usare al meglio le 6 corde e la mia tastiera.

Oggi dopo circa 5 anni di nuovi studi sono giunto ad un buon livello. Non eccelso. Diciamo discreto.
Avessi studiato all'età di 14 anni forse oggi sarei sicuramente qualcuno in ambito chitarristico. Ma si vede che il destino, il mio destino, era quello.
Da qualche anno ho inziato anche a divertirmi con quella elettrica. Laddove peccavo negli assoli oggi mi cimento anche in questa tecnica. Grazie al pc registro le basi con l'acustica e poi, quando mi collego all'ampli della chitarra, attacco le basi e l'elettrica divertendomi a suonare con me stesso. E devo dire che il divertimento è assicurato.
Da 5 anni poi mi sono registrato alla SIAE con un pezzo "apripista". Si intitola IL SOGNO. E' una musica soft. Non il mio genere. L'ho scritta in soli 5 minuti e sembra piacere. Per ora ho registrato alla SIAE solo questa ma nel frattempo sto lavorando sodo per produrre altri brani. Ad oggi ne ho realizzati circa una 40ina.
Per ora è solo una soddisfazione personale. Chi ha ascoltato i miei pezzi ha dato il suo apprezzamento  e questo mi basta. Non voglio diventare nessuno, e forse, non lo sarò mai. MA MAI DIRE MAI nella vita. Magari a qualche cantante piacerà anche un solo singolo pezzo da me ideato e ne farà un pezzo da HIT PARADE o magari no. Ma precludermi questo mio "SOGNO"?






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