giovedì 22 dicembre 2022

L'evoluzione della musica: la musica Barocca

 


Con il passare degli anni la musica si evolve. 

L'arte della musica diventata sempre più sopraffina e ricercata. Lo stile rinascimentale aveva già contribuito al suo sviluppo ma con l'avvento del XVI secolo tutto viene portato ad un livello più alto.

Nasce lo stile barocco all'inizio del XVII secolo, a Roma. 

Il termine barocco deriva dal latino "verruca" (escrescenza).

Questo nuovo modo di interpretare la musica si diffonde rapidamente in Europa (Spagna, Portogallo, Francia) per poi arrivare fino alla corte russa.

Il barocco, a differenza del rinascimentale, è pieno di contrasti. E' un tipo di musica esuberante ed elaborato che lascia gli auditori a bocca aperta.

Il barocco colpisce non solo la musica ma tutte le arti, comprese letteratura, pittura, danza e architettura.

Secondo alcuni, questo notevole salto di qualità, si deve a dei pittori italiani come Carracci e Caravaggio. La sperimentazione dei contrasti tra luce e buio e le raffigurazioni di scene quotidiane contribuirono alla trasformazione dei suoni e delle ambientazioni nel mondo dei musicisti dell'epoca. 

Stessa cosa avvenne anche nel campo della scultura ove il Bernini diede il suo contributo attraverso opere che davano movimento ed erano in grado, altresì, di creare emozioni forti allo sguardo.

In tutto ciò non poteva essere immune lo stile musicale che già aveva avuto dei notevoli mutamenti nelle scuole veneziane, fiorentine e romane in età rinascimentale.

Si passò dai madrigali a più voci a canti interpretati da una sola voce e questa fu l'innovazione più importante dell'era barocca.

I primi segni di musica barocca si trovano in provincia di Prato ed esattamente nel comune di Vernio quando alcuni umanisti, intellettuali, poeti e musicisti crearono la Camerata de' Bardi. Fu qui che i loro ideali li portarono ad indirizzare le loro vedute ad un ritorno del teatro classico, ovvero a quello dell'antica Grecia rifacendosi ai canti monodici e non più polifonici come quelli che aveva caratterizzato l'epoca medioevale.

Intorno al XVII secolo questo nuovo tipo di canti a singola voce trovò spazio a Firenze. 

Il primo a metterli in atto fu un certo Claudio Monteverdi al quale si deve dare merito di aver scritto la prima opera lirica della storia basandosi sul mito greco di Orfeo.

Durante questo periodo viene sempre dato spazio anche alla musica religiosa. Si tratta di un genere chiamato Oratorio che trova un fautore in Germania con Handel.

Ma il miglior rappresentante della musica barocca è senza dubbio Johann Sebastian Bach. Tedesco di nascita, nato a Eisenach nel 1685, e figlio di musicisti, Bach diventò uno dei più grandi musicisti del suo periodo.

Quel che colpiva della musica barocca erano i cambi repentini del tempo, i virtuosismi da parte degli strumentali o dei cantanti e l'uso del contrappunto e delle fughe, oltre al senso dell'improvvisazione.

Il contrappunto si riferisce alla pratica di contrapporre ad un "cactus firmus", melodia proveniente dai canti gregoriani, ad una nuova melodia.

Le fughe, inizialmente utilizzate per indicare il canone da rispettare nei canti religiosi, durante l'epoca barocca diventarono le composizioni di contrappunto per le tastiere (note quelle di Bach).

Le nuove opere si distinsero in varie tipologie di "concerti". Ad iniziare dal "concerto grosso" che indicava una musica sacra del XVII secolo e che prevedeva la divisione delle voci e degli strumenti in gruppi: uno formato da pochi e scelti soliti (detto anche "concertino") e l'altro formato da più elementi (concerto grosso).

Verso la fine del XVII secolo fu introdotta la musica strumentale da parte di Arcangelo Corelli (violinista e compositore nato a Fusignano nel 1653 e morto a Roma nel 1713, allievo di Giovanni Benvenuti).

Si diede a Corelli l'introduzione di un'orchestra composta da tantissimi elementi che potevano arrivare fino a 150 musicisti. 

Di Corelli si ricordano ben 12 concerti grossi che sono giunti, fino a noi, grazie ad  un raccolta uscita dopo la sua morte e pubblicata ad Amsterdam.


Mentre con Corelli il concerto grosso era destinato a una più ampia platea di elementi, con Antonio Vivaldi (nato a Venezia il 4 marzo 1678 e spentosi a Vienna il 28 luglio 1741) i concerti passarono ad essere di tipo solista, ovvero verso una forma musicale che prevedeva l'impiego di uno o più strumenti solisti ai quali era assegnata la parte di rilievo. Vivaldi fu un grande compositore e violinista italiano, considerato tra i migliori musicisti della musica barocca.

A far da contrapposizione a questi due forme musicali, nel 1529 con Phlippe Attaignant (compositore francese) prende spazio anche la "suite" che accompagnava la danza con un numero più o meno elevato di voci e strumenti. Grazie a Froberger (allievo di Frescobaldi) la suite venne ridotta a 4 danze (allemanda, corrente, sarabanda e giga). Proprio queste ballate vennero poi riprese da Bach. Fra la sarabanda e la giga si conoscono le gavotte, la siciliana, la bourrée, il minuetto.

A fine '500, a Venezia, prende piede anche un altro tipo di modello: la sonata. La Sonata era prettamente interpretata da organisti e violinisti che prestavano servizio presso la Basilica di San Marco. A partire dalla metà del '600 la sonata si divide in due forme: "sonata da chiesa" e "sonata da camera". Uno dei compositori di quest'ultima forma fu Domenico Scarlatti, autore di ben 555 sonate per clavicembalo solista.

Un'altra forma conosciuta nell'epoca barocca è la "cantata" italiana formata da arie. Le can tate potevano essere sacra (o da chiesa) ispirate alle sacre scritture oppure profane (o da camera) ispirate a soggetti mitologici (latino o volgare). In Italia, i massimi esponenti furono Scarlatti, Caldara, Vivaldi.


A far da completamento di questa musica c'erano ovviamente i vari strumenti che accompagnavano la maestria dei vari compositori musicisti dell'epoca.

Come nel caso della musica rinascimentale citiamo il clavicembalo, l'arpa, il violino, la viola, il violoncello, il contrabbasso, il liuto, la chitarra, il mandolino e il clavicordo.

All fianco di questi però vennero introdotti anche alcuni strumenti a fiato come il cornetto, l'oboe, il flauto dolce, il flauto traverso, il trombone ed il fagotto.

Il cornetto contendeva al violino il ruolo di strumento solistico.

L'oboe discendente della bombarda rinascimentale era usato per i suoi timbri particolari ed era impiegato per brani d'amore o di caccia.

Il flauto dolce, dapprima in SOL e successivamente in FA, faceva da contralto.

Il flauto traverso, accordato in RE, subì delle modifiche dopo la seconda metà del XVII secolo. I costruttori di questo strumento iniziarono a produrlo in parti smontabili (tre o quattro) per permettere ai musicisti di adeguare l'intonazione al "LA".

Oltre a questi strumenti già citati non possiamo dimenticarci l'esistenza di quelli a percussione come i timpani.


Esempio di musica barocca italiana:



Esempio di musica barocca italiana:


Esempio di musica barocca:


Esempio di musica barocca:





mercoledì 14 dicembre 2022

L'evoluzione della musica: la musica Rinascimentale

 

Musica Rinascimentale


Durante l'epoca medioevale, la musica trovò nuova linfa nel periodo rinascimentale, un periodo che si colloca tra la fine del XIV e la prima metà del XV secolo.

L'arte e le scienze risentirono di un notevole rinnovamento.

Come avevamo anche accennato nei precedenti articoli oltre alla musica sacra prese vita anche quella profana che trovò spazio soprattutto con l'introduzione della polifonia vocale.

Tra il 300 ed il 400 la chiesa non riuscì più a far filtro tra le musiche sacre e quelle profane e questo portò a far sviluppare l'ars nova e la nuova corrente dell'Umanesimo che non poneva più Dio al centro dell'universo, ma l'uomo artefice del suo futuro.

Questo genere musicale si diffuse e prese sempre più consapevolezza in Italia che, nel Cinquecento, era al centro di grandi rinnovamenti artistici ed i musicisti ne attinsero subito queste nuove influenze.

La sua importanza ebbe ancor più popolarità della musica sacra e la diffusione del ballo e della anza favorì lo sviluppo della musica strumentale.

Far musica divenne una cosa importante anche per chi non era un musicista e la voglia di far musica per intrattenimento diventò la caratteristica principale del nuovo periodo rinascimentale, tanto che ogni uomo veniva spinto ad apprendere l'arte della musica.

E questo accadde soprattutto nell'ambiente dell'aristocrazia e delle famiglie ricche. Prima di prendere piede in Italia, la musica rinascimentale trovò ampio spazio nelle zone delle Fiandre ed i fiamminghi erano già molto conosciuti ed apprezzati.

E' l'anno dei mecenati che viaggiando portano la musica in giro per l'Europa fino ad arrivare in Italia sotto i Medici a Firenze, dei Visconti a Milano, degli Estensi a Ferrara, dei Gonzaga a Mantova e dei Montefeltro ad Urbino.

Il vero centro del periodo rinascimentale divenne così quello delle corti italiane che, ben presto, furono il punto di incontro per tutti i musicisti europei.

In questo periodo si svilupparono due forme musicali: il madrigale e la frottola.

Il Madrigale era un insieme di 4 o 6 voci ed il tema principale era l'amore ed i testi prendevano spunto dai grandi Vati del passato, Dante, Petrarca o Boccaccio. Ma i madrigalisti trovano spunto anche da quelli contemporanei come Ludovico Ariosto e Torquato Tasso.

La Frottola era un forma musicale tipicamente italiana che nacque a Mantova. Era una forma di canto popolare ed ebbe una grande diffusione tra il 400 ed il 1520. Si avvaleva di 4 voci.

E mentre in Italia prendeva spazio questa nuova musica, soprattutto a Venezia e Roma, anche all'estero si andavano affermando grandi scuole musicali: Francia, Spagna, Austria e Fiandre.

La scuola veneziana prese spunto dai compositori fiamminghi mentre quella romana ebbe un nuovo sviluppo nel '500 con il maestro Giovanni Pierluigi da Palestrina.

La differenza tra le due scuole italiane stava nel fatto che quella veneziana era più spensierata, libertina e mondana mentre quella romana era ancora ancorata alla musica sacra.

La musica veneziana ebbe uno sviluppo anche nell'uso delle voci polifoniche e nei testi. A Venezia nacquero anche altri generi musicali come le villanelle, gli scherzi e le mascherate, che erano, appunto generi che coinvolgevano più voci.

La scuola veneziana si impose con Andrea Gabrieli e, successivamente, con il nipote Giovanni Gabrieli. Quest'ultimo unì il suono dell'organo a quello dei flauti, delle viole, dei tromboni, dei cornetti e di tante voci,

In questa epoca fiorente di nuovi generi musicali, gli strumenti musicali non venivano inseriti dietro indicazioni dell'autore del brano in questione ma su quelle dei musicisti al momento dell'esecuzione.

Lo strumento più usato era il liuto che, verso il '400, passò da 6 a 7 o 8 corde per poi arrivare ad 11, cinque doppie e l'ultima (la più acuta), singola.

Oltre al liuto erano presenti il clavicembalo, il cembalo, il piffero e l'organo.

Il clavicembalo era uno strumento che deve la sua invenzione ad un Magister Armanus de Alamania. Se ne trova traccia intorno al 1397. 

Ma è intorno al 1500-1600 che questo strumento trova la sua grande utilizzazione, in Italia. 

Sarà proprio l'Italia a produrre ed esportare i clavicembali in tutta Europa. 

I clavicembali italiani erano più leggeri e le loro tastiere sporgenti producevano suoni limpidi e precisi. Questo strumento era molto utilizzato per i saltarelli.

Il Cembalo, detto anche cembalo ad arco, era uno strumento a tastiera e a corde sfregate ed era simile al clavicembalo. 

A differenza del suo quasi omonimo è dotato di più ruote ricoperte di pergamena e messe in azione da una manovella. 

Le corde presenti nello strumento vengono sfregate contro queste ruote quando il musicista tocca i tasti. 

Un primo abbozzo di questo strumento proviene da alcuni disegni di Leonardo da Vinci.

L'organo era uno strumento che, all'inizio, era un aerofono, ovvero il suono era prodotto dall'aria che veniva spinto verso delle canne di lunghezza diversa tra loro per la modulazione del suono. In Cina, ad esempio, l'aria veniva trasmessa a bocca mentre in altri, più complessi, era spinta dall'acqua o da un mantice.

Quello a mantice era sicuramente il più comodo e più utilizzato. 

Tra gli organi si diffuse molto quello "portativo" ovvero quello che si poteva portare in braccio e quello "positivo" che invece era posato a terra. Quest'ultimo aveva un suono molto più forte.

Gli organi ebbero sempre più risonanza nelle chiese e dato lo spazio più ampio, venivano costruiti sempre più grandi. Aumentarono le canne, si potenziarono i mantici, aumentarono i tasti sulla tastiera e (vero la fine del 300) fu creata la pedaliera.

Da qui il nome di "organo Maggiore".

Vista la sua dimensione, nel periodo rinascimentale, si tentò di crearne anche uno meno ingombrante, Si diede vita al clavicordo che era uno strumento a tastiera in cui le corde, invece di essere percosse dai martelletti come accade nel pianoforte o pizzicate nel clavicembalo, venivano colpite da delle barrette d'ottone (un po' come i tasti della chitarra).

Le barrette colpivano la corda, la facevano vibrare ed erano determinanti per stabilire la porzione vibrante e l'intonazione. La vibrazione durava fin quando la tangente (la barretta d'ottone) colpiva la corda.


Esempio di musica rinascimentale italiana:



Esempio di musica rinascimentale:




giovedì 8 dicembre 2022

L'evoluzione della musica: la musica nell'antica Celtica

 

Musica Celtica


Nel viaggio nella storia della musica oggi ci soffermiamo alla musica celtica che nasce durante l'epoca tarda medioevale tra l'Irlanda, la Scozia e il Galles ma anche in Bretagna, Galizia e Nord Italia.

La musica celtica non aveva un vero e proprio stile anche perchè le sue melodie erano versatili ed adattabili a secondo delle occasioni: dalle melodie allegre e ritmate e ballabili alle canzoni d'amore e romantiche.

La musica celtica è e rimane, ancora oggi, un genere musicale di nicchia riconosciuta solo dai Celti. E' tuttora apprezzata a livello mondiale anche per la diffusione di eventi presenti sul web.

Questo genere musicale ha avuto espressione nell'Europa Occidentale e nasce, soprattutto, da tradizioni orali attraverso la musica popolare dei posti in ci nasce.

Ricordiamo che la musica popolare nasce come ramo separato da quella sacra e colta che esisteva nel periodo medioevale, tanto che venne chiamata anche musica profana.

Oltre ai testi d'amore e di romanticismo, nelle canzoni celtiche c'è moltissimo spazio per le creature fantastiche come fate, elfi, ninfe, streghe, troll e tanti altri personaggi misteriosi.

Con le loro melodie particolari e dedicando le canzoni ad elfi e fate, i Celti intendevano proteggersi da loro per accattivarsi le loro protezioni.

Tutto questo era condito attraverso l'uso di alcuni strumenti musicali capaci di creare le giuste atmosfere fantastiche: violino, flauto, liuto, cornamusa ed arpa.

Si conoscono vari tipi di musiche celtiche: polche, gighe (danze molto antiche un tempo diffuse in molte parti d'Europa), slip big (danze ballate generalmente da sole ragazze), reel (danze molto veloci), hornpipe (danze ritmate derivate dalle danze marinare), air (melodie lente) e strathspey (vivaci danze scozzesi).

Esempio di musica celtica.









I LITIGI NELLE BAND: INIZIAMO DAI BEATLES

Premessa Per gli amanti della buona musica e dei tanti gruppi che si sono formati negli anni 60/70, molti sono quelli che si sono divisi per...