Durante l'epoca medioevale, la musica trovò nuova linfa nel periodo rinascimentale, un periodo che si colloca tra la fine del XIV e la prima metà del XV secolo.
L'arte e le scienze risentirono di un notevole rinnovamento.
Come avevamo anche accennato nei precedenti articoli oltre alla musica sacra prese vita anche quella profana che trovò spazio soprattutto con l'introduzione della polifonia vocale.
Tra il 300 ed il 400 la chiesa non riuscì più a far filtro tra le musiche sacre e quelle profane e questo portò a far sviluppare l'ars nova e la nuova corrente dell'Umanesimo che non poneva più Dio al centro dell'universo, ma l'uomo artefice del suo futuro.
Questo genere musicale si diffuse e prese sempre più consapevolezza in Italia che, nel Cinquecento, era al centro di grandi rinnovamenti artistici ed i musicisti ne attinsero subito queste nuove influenze.
La sua importanza ebbe ancor più popolarità della musica sacra e la diffusione del ballo e della anza favorì lo sviluppo della musica strumentale.
Far musica divenne una cosa importante anche per chi non era un musicista e la voglia di far musica per intrattenimento diventò la caratteristica principale del nuovo periodo rinascimentale, tanto che ogni uomo veniva spinto ad apprendere l'arte della musica.
E questo accadde soprattutto nell'ambiente dell'aristocrazia e delle famiglie ricche. Prima di prendere piede in Italia, la musica rinascimentale trovò ampio spazio nelle zone delle Fiandre ed i fiamminghi erano già molto conosciuti ed apprezzati.
E' l'anno dei mecenati che viaggiando portano la musica in giro per l'Europa fino ad arrivare in Italia sotto i Medici a Firenze, dei Visconti a Milano, degli Estensi a Ferrara, dei Gonzaga a Mantova e dei Montefeltro ad Urbino.
Il vero centro del periodo rinascimentale divenne così quello delle corti italiane che, ben presto, furono il punto di incontro per tutti i musicisti europei.
In questo periodo si svilupparono due forme musicali: il madrigale e la frottola.
Il Madrigale era un insieme di 4 o 6 voci ed il tema principale era l'amore ed i testi prendevano spunto dai grandi Vati del passato, Dante, Petrarca o Boccaccio. Ma i madrigalisti trovano spunto anche da quelli contemporanei come Ludovico Ariosto e Torquato Tasso.
La Frottola era un forma musicale tipicamente italiana che nacque a Mantova. Era una forma di canto popolare ed ebbe una grande diffusione tra il 400 ed il 1520. Si avvaleva di 4 voci.
E mentre in Italia prendeva spazio questa nuova musica, soprattutto a Venezia e Roma, anche all'estero si andavano affermando grandi scuole musicali: Francia, Spagna, Austria e Fiandre.
La scuola veneziana prese spunto dai compositori fiamminghi mentre quella romana ebbe un nuovo sviluppo nel '500 con il maestro Giovanni Pierluigi da Palestrina.
La differenza tra le due scuole italiane stava nel fatto che quella veneziana era più spensierata, libertina e mondana mentre quella romana era ancora ancorata alla musica sacra.
La musica veneziana ebbe uno sviluppo anche nell'uso delle voci polifoniche e nei testi. A Venezia nacquero anche altri generi musicali come le villanelle, gli scherzi e le mascherate, che erano, appunto generi che coinvolgevano più voci.
La scuola veneziana si impose con Andrea Gabrieli e, successivamente, con il nipote Giovanni Gabrieli. Quest'ultimo unì il suono dell'organo a quello dei flauti, delle viole, dei tromboni, dei cornetti e di tante voci,
In questa epoca fiorente di nuovi generi musicali, gli strumenti musicali non venivano inseriti dietro indicazioni dell'autore del brano in questione ma su quelle dei musicisti al momento dell'esecuzione.
Lo strumento più usato era il liuto che, verso il '400, passò da 6 a 7 o 8 corde per poi arrivare ad 11, cinque doppie e l'ultima (la più acuta), singola.
Oltre al liuto erano presenti il clavicembalo, il cembalo, il piffero e l'organo.
Il clavicembalo era uno strumento che deve la sua invenzione ad un Magister Armanus de Alamania. Se ne trova traccia intorno al 1397.
Il Cembalo, detto anche cembalo ad arco, era uno strumento a tastiera e a corde sfregate ed era simile al clavicembalo.
A differenza del suo quasi omonimo è dotato di più ruote ricoperte di pergamena e messe in azione da una manovella.
Le corde presenti nello strumento vengono sfregate contro queste ruote quando il musicista tocca i tasti.
Un primo abbozzo di questo strumento proviene da alcuni disegni di Leonardo da Vinci.
L'organo era uno strumento che, all'inizio, era un aerofono, ovvero il suono era prodotto dall'aria che veniva spinto verso delle canne di lunghezza diversa tra loro per la modulazione del suono. In Cina, ad esempio, l'aria veniva trasmessa a bocca mentre in altri, più complessi, era spinta dall'acqua o da un mantice.
Quello a mantice era sicuramente il più comodo e più utilizzato.
Tra gli organi si diffuse molto quello "portativo" ovvero quello che si poteva portare in braccio e quello "positivo" che invece era posato a terra. Quest'ultimo aveva un suono molto più forte.
Gli organi ebbero sempre più risonanza nelle chiese e dato lo spazio più ampio, venivano costruiti sempre più grandi. Aumentarono le canne, si potenziarono i mantici, aumentarono i tasti sulla tastiera e (vero la fine del 300) fu creata la pedaliera.
Da qui il nome di "organo Maggiore".
Vista la sua dimensione, nel periodo rinascimentale, si tentò di crearne anche uno meno ingombrante, Si diede vita al clavicordo che era uno strumento a tastiera in cui le corde, invece di essere percosse dai martelletti come accade nel pianoforte o pizzicate nel clavicembalo, venivano colpite da delle barrette d'ottone (un po' come i tasti della chitarra).
Le barrette colpivano la corda, la facevano vibrare ed erano determinanti per stabilire la porzione vibrante e l'intonazione. La vibrazione durava fin quando la tangente (la barretta d'ottone) colpiva la corda.
Esempio di musica rinascimentale italiana:






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