Con il passare degli anni la musica si evolve.
L'arte della musica diventata sempre più sopraffina e ricercata. Lo stile rinascimentale aveva già contribuito al suo sviluppo ma con l'avvento del XVI secolo tutto viene portato ad un livello più alto.
Nasce lo stile barocco all'inizio del XVII secolo, a Roma.
Il termine barocco deriva dal latino "verruca" (escrescenza).
Questo nuovo modo di interpretare la musica si diffonde rapidamente in Europa (Spagna, Portogallo, Francia) per poi arrivare fino alla corte russa.
Il barocco, a differenza del rinascimentale, è pieno di contrasti. E' un tipo di musica esuberante ed elaborato che lascia gli auditori a bocca aperta.
Il barocco colpisce non solo la musica ma tutte le arti, comprese letteratura, pittura, danza e architettura.
Secondo alcuni, questo notevole salto di qualità, si deve a dei pittori italiani come Carracci e Caravaggio. La sperimentazione dei contrasti tra luce e buio e le raffigurazioni di scene quotidiane contribuirono alla trasformazione dei suoni e delle ambientazioni nel mondo dei musicisti dell'epoca.
Stessa cosa avvenne anche nel campo della scultura ove il Bernini diede il suo contributo attraverso opere che davano movimento ed erano in grado, altresì, di creare emozioni forti allo sguardo.
In tutto ciò non poteva essere immune lo stile musicale che già aveva avuto dei notevoli mutamenti nelle scuole veneziane, fiorentine e romane in età rinascimentale.
Si passò dai madrigali a più voci a canti interpretati da una sola voce e questa fu l'innovazione più importante dell'era barocca.
I primi segni di musica barocca si trovano in provincia di Prato ed esattamente nel comune di Vernio quando alcuni umanisti, intellettuali, poeti e musicisti crearono la Camerata de' Bardi. Fu qui che i loro ideali li portarono ad indirizzare le loro vedute ad un ritorno del teatro classico, ovvero a quello dell'antica Grecia rifacendosi ai canti monodici e non più polifonici come quelli che aveva caratterizzato l'epoca medioevale.
Intorno al XVII secolo questo nuovo tipo di canti a singola voce trovò spazio a Firenze.
Il primo a metterli in atto fu un certo Claudio Monteverdi al quale si deve dare merito di aver scritto la prima opera lirica della storia basandosi sul mito greco di Orfeo.
Durante questo periodo viene sempre dato spazio anche alla musica religiosa. Si tratta di un genere chiamato Oratorio che trova un fautore in Germania con Handel.
Ma il miglior rappresentante della musica barocca è senza dubbio Johann Sebastian Bach. Tedesco di nascita, nato a Eisenach nel 1685, e figlio di musicisti, Bach diventò uno dei più grandi musicisti del suo periodo.
Quel che colpiva della musica barocca erano i cambi repentini del tempo, i virtuosismi da parte degli strumentali o dei cantanti e l'uso del contrappunto e delle fughe, oltre al senso dell'improvvisazione.
Il contrappunto si riferisce alla pratica di contrapporre ad un "cactus firmus", melodia proveniente dai canti gregoriani, ad una nuova melodia.
Le fughe, inizialmente utilizzate per indicare il canone da rispettare nei canti religiosi, durante l'epoca barocca diventarono le composizioni di contrappunto per le tastiere (note quelle di Bach).
Le nuove opere si distinsero in varie tipologie di "concerti". Ad iniziare dal "concerto grosso" che indicava una musica sacra del XVII secolo e che prevedeva la divisione delle voci e degli strumenti in gruppi: uno formato da pochi e scelti soliti (detto anche "concertino") e l'altro formato da più elementi (concerto grosso).
Verso la fine del XVII secolo fu introdotta la musica strumentale da parte di Arcangelo Corelli (violinista e compositore nato a Fusignano nel 1653 e morto a Roma nel 1713, allievo di Giovanni Benvenuti).
Si diede a Corelli l'introduzione di un'orchestra composta da tantissimi elementi che potevano arrivare fino a 150 musicisti.
Di Corelli si ricordano ben 12 concerti grossi che sono giunti, fino a noi, grazie ad un raccolta uscita dopo la sua morte e pubblicata ad Amsterdam.
A far da contrapposizione a questi due forme musicali, nel 1529 con Phlippe Attaignant (compositore francese) prende spazio anche la "suite" che accompagnava la danza con un numero più o meno elevato di voci e strumenti. Grazie a Froberger (allievo di Frescobaldi) la suite venne ridotta a 4 danze (allemanda, corrente, sarabanda e giga). Proprio queste ballate vennero poi riprese da Bach. Fra la sarabanda e la giga si conoscono le gavotte, la siciliana, la bourrée, il minuetto.
A fine '500, a Venezia, prende piede anche un altro tipo di modello: la sonata. La Sonata era prettamente interpretata da organisti e violinisti che prestavano servizio presso la Basilica di San Marco. A partire dalla metà del '600 la sonata si divide in due forme: "sonata da chiesa" e "sonata da camera". Uno dei compositori di quest'ultima forma fu Domenico Scarlatti, autore di ben 555 sonate per clavicembalo solista.
Un'altra forma conosciuta nell'epoca barocca è la "cantata" italiana formata da arie. Le can tate potevano essere sacra (o da chiesa) ispirate alle sacre scritture oppure profane (o da camera) ispirate a soggetti mitologici (latino o volgare). In Italia, i massimi esponenti furono Scarlatti, Caldara, Vivaldi.
A far da completamento di questa musica c'erano ovviamente i vari strumenti che accompagnavano la maestria dei vari compositori musicisti dell'epoca.
Come nel caso della musica rinascimentale citiamo il clavicembalo, l'arpa, il violino, la viola, il violoncello, il contrabbasso, il liuto, la chitarra, il mandolino e il clavicordo.
All fianco di questi però vennero introdotti anche alcuni strumenti a fiato come il cornetto, l'oboe, il flauto dolce, il flauto traverso, il trombone ed il fagotto.
Il cornetto contendeva al violino il ruolo di strumento solistico.
L'oboe discendente della bombarda rinascimentale era usato per i suoi timbri particolari ed era impiegato per brani d'amore o di caccia.
Il flauto dolce, dapprima in SOL e successivamente in FA, faceva da contralto.
Il flauto traverso, accordato in RE, subì delle modifiche dopo la seconda metà del XVII secolo. I costruttori di questo strumento iniziarono a produrlo in parti smontabili (tre o quattro) per permettere ai musicisti di adeguare l'intonazione al "LA".
Oltre a questi strumenti già citati non possiamo dimenticarci l'esistenza di quelli a percussione come i timpani.
Esempio di musica barocca italiana:
Esempio di musica barocca italiana:
Esempio di musica barocca:
Esempio di musica barocca:










































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