mercoledì 23 novembre 2022

L'evoluzione della musica: la musica nell'antico Impero Bizantino





La musica Bizantina nasce dalla musica greca, per lo più come musica prettamente religiosa.

Essa consisteva in inni o canti che accompagnavano la vita degli antichi greci durante le feste o i riti religiosi.

La musica liturgica bizantina a una lunghissima storia che si perde nei meandri del tempo. E' prodotto senza strumenti dal canto di una sola voce. Si basa sui cosiddetti otto toni ecclesiastici, probabilmente nati in Siria prima dello scisma d'oriente, ma si differenzia dal canto gregoriano.

Questo genere di musica è stata tramandata fino ad oggi. 

Sticheres (versi) Bizantini




La troviamo in alcuni riti ortodossi grazie ad alcuni libri, arrivati fino ai giorni nostri, ove sono riportati inni o canti tradizionali (gli sticheres - versi in prosa) raccolti nell'irmologion (raccolta di canti liturgici) e che fanno da contorno a vestiari tipici di quel tempo (lo sticharion).

La musica bizantina fa la sua apparizione sin dal 330 d.C. per poi rimanere conservata anche dopo la caduta di Costantinopoli avvenuta nel 1453.

La conservazione di questi testi e di queste tradizioni la si deve alla Bulgaria e alla Grecia.

Come detto prima, la musica Bizantina nasce intorno al 330. 

Essa si basa su tradizioni musicali che coinvolgono, a dir la verità, ben tre zone che vanno dal Mediterraneo alla parte semi araba e, precisamente, dalla Grecia, la Siria e l'ebraismo ellenizzato.

Queste tre culture avevano avuto una grande influenza dalle prime comunità egizie e della Palestina (IV sec d.C). Lo dimostrano alcune cerimonie ad Alessandria, Antiochia ed Efeso.

San Clemente D'Alessandria
Esiste un libro di raccolte arrivato a noi importantissimo chiamato "Il libro dei Salmi" del Vecchio Testamento che dimostra quanto la musica servisse per accompagnare i canti religiosi durante riti e cerimonie sacre.

Nei monasteri la musica non era utilizzata. Solo un monaco cantava i salmi mentre gli altri restavano in doveroso silenzio.

I primi compositori di musica sacra nel periodo pre-bizantino furono: Clemente d'Alessandria, Giustiniano e Metodo.

Con l'introduzione del cristianesimo (tra il IV e l'VIII sec) i canti ed i salmi continuano ad essere solo cantanti e non ancora accompagnati da musica mantenendo, però, invariate le melodie che erano state create fino a quel momento.

Giustino II
In realtà, tra il IV ed il VI sec, si intravvedono alcuni cambiamenti tra le melodie che però vengono ritenuti eretici dalla nuova impronta della chiesa ortodossa di allora.

Intorno alla metà del VI secolo venne dato spazio alla creazione di nuovi canti e nuove melodie, come quello processionale che veniva cantato, appunto, durante le processioni religiose.

Ne fu autore, ad esempio, l'imperatore Giustino II.

Questi canti vennero poi trasmessi in quasi tutta Europa per poi trasformarsi, con il tempo, nei famosi Canti Gregoriani.

Questi canti prendono il nome da Gregorio Magno fondatore anche della schola gregoriana.

La differenza tra i canti gregoriani e quelli nati nel periodo pre bizantino, sta nel fatto che i primi si avvalevano di cori mentre per i secondi si prediligeva il canto affidata ad un singolo.

I canti gregoriani nascono nel IV sec a Roma ma vengono elaborati tra il VI e il VII sec. proprio grazie a Gregorio Magno.

E' tra l'VIII e l'XI sec che la musica bizantina tocca l'apice della sua bellezza.

Nel IX sec appaiono le prime canzoni scritte su manoscritti bizantini che, fino a quel momento, venivano tramandate oralmente.

San Giovanni Damesceno

Le melodie che fino a quel momento erano imperniate solo su 4 note vennero portate ad 8 (oktoichos - otto suoni) e tutto questo grazie ad un'invenzione di San Giovanni Damasceno o di Damasco (il suo vero nome in arabo Mansour ibn Sarjoun).

Questa nuova melodia ad 8 è utilizzata tutt'oggi.

A San Giovanni Damasceno si deve anche l'introduzione di una regola (kanon) che prevedeva l'uso di ben 9 melodie diverse.

A partire dal IX sec i monaci dell'abbazia di Studion, introdussero anche le note sui libri di canto.

Grazie a queste introduzioni i canti fecero posto anche alla musica.

Per quasi 300 anni, e forse più, la musica bizantina rispettò criteri molti rigidi. Solo alla fine di questo periodo i nuovi compositori apportarono degli abbellimenti sulle melodie originali creandone di nuove con uno stile più bello rispetto ai precedenti.

San John Koukouzelis
Tutto questo si deve a San John Koukouzelis primo cantore alla corte imperiale, nonchè monaco del Monte Athos.

La musica bizantina cessa di evolversi con la caduta di Costantinopoli (1453) e con la mescolanza di altre civiltà provenienti dall'Oriente e di altre popolazioni provenienti da Cipro, Serbia e Moldavia.

Questo periodo darà vita al periodo medioevale.

Ma in epoca bizantina non c'era solo la musica religiosa. 

Ne esisteva una non religiosa per la quale però si hanno pochissime notizie.

Essa accompagnava cerimonie, banchetti, feste, giochi e rappresentazioni teatrali.

Forse il suo essere "profano" ha fatto sì che non ne venissero tramandate alcune melodie o canti.

Uno dei pochi reperti inerenti a questo genere musicale, risale al X sec.

Costantino VII

Questa raccolta di canti per cerimonie di corte, intitolata "Le Cerimonie Imperiali", la si deve a Costantino VII. Comprendeva una serie di canti di vari autori dell'epoca.


In questa raccolta sono presenti canti per feste religiose, per quelli relativi a vari santi, per passaggi di incoronazione, matrimoni, nascite, funerali o per trionfi militari.

Veniamo ora all'uso degli strumenti usati dai musicisti e cantori a partire dal IX sec..

Un geografo persino del IX sec, Ibn Khurradhbib, parla di quattro strumenti usati nel periodo bizantino: la lira (Lura), l'organo (urghun), lo shylyani (forse una lira o un'arpa) e il salanj (una specie di cornamusa).

Lyra bizantina
La Lira bizantina era uno strumento a corde piegare. In seguito venne conosciuta come lira da braccio che, con molta probabilità, fu l'antenato del violino. La lira aveva due o tre corde ed era formata da un unico corpo lungo circa 40 cm e da un manico senza tastiera. Era costruita in legno traforato. 

Questo tipo di lira è usato ancora in alcune zone della Grecia con il nome di "politiki lyra" ovvero sia "lira della città (riferito alla città di Costantinopoli). La troviamo anche in Calabria con il nome di "lira calabrese" ed in Dalmazia.

L'organo (urghum) deriva dalla Grecia e veniva utilizzato nelle corse dei cavalli. Uno di questi strumenti venne regalato all'imperatore Costantino V, al re dei Franchi Pipino il Breve e a Carlo Magno.

Aulos
Esistevano poi degli strumenti a fiato che derivavano,  chiaramente, dall'aulos greco (chiamato tibia nell'antica Roma) e che erano i precursori dell'oboe moderno.

Ne esistevano di varie forme: plagiaulos (che vuol dire "di lato") e si suonava come il flauto traverso e l'askaulos (ill cui significato era "anche al vino") che era una specie di cornamusa (salanj). Queste cornamuse erano note anche con il nome di dankiyo (dal greco "contenitore") utilizzate anche nell'antica Roma.

A partire dal IX secolo, la musica fu un tutt'uno con i canti tanto che vennero usati i primi "neumi" (segni) già usati in Grecia e nell'antica Roma.

Nel corso del XII sec anche i neumi bizantini subirono delle variazioni. Vennero introdotti dei "codici" che servivano ad indicare il movimento verso l'alto o verso il basso ed a volte venivano aggiunti altri simboli (sfumature) per l'intensità e l'ornamento del brano.

Esisteva un codice chiamato martiria che dava l'ampiezza iniziale del suono paragonabile alla chiave sui pentagrammi moderni. 

Neumi Bizantini
I neumi apparivano sopra il testo. 

Alcuni di questi segni, chiamati somata (corpo), indicavano l'aumento o la diminuzione del tono. Altri invece, chiamati pneumata (spiriti), gli intervalli. Ma c'erano anche le isone che, in pratica, mantenevano la tonalità precedente.

Questi neumi vennero usati fino a tutto il Medioevo fino all'introduzione del tetragramma (il rigo musicale composto da 4 linee orizzontali introno da Guido Monaco o Guido d'Arezzo e predecessore del pentagramma introdotto da Ugolino d'Orvieto nel XV sec.).

Fu infatti tra il XIII e il XV secolo che comparvero le prime canzoni.

Ma per questo periodo vi rimandiamo al viaggio sulla musica Medioevale.

La musica bizantina ecclesiastica è stata iscritta, nel 2019, nella lista rappresentativa del patrimonio immateriale dell'umanità dell'UNESCO in quanto arte vivente che esiste da più di 2000 anni.

Grazie alla lunga tradizione orale e scritta, ad oggi ci sono pervenuti ben 7.500 manoscritti musicali che sono sopravvissuti dal 950 d.C..


Esempi di musica Bizantina Ortodossa:




Esempio di musica Greca Bizantina:



Esempio di canti Gregoriani:






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