mercoledì 30 novembre 2022

L'evoluzione della musica: la musica nel Medioevo



La musica medioevale nasce contemporaneamente a quella bizantina della quale abbiamo già parlato la settimana scorsa.

Per cui tutto nasce alla fine del V secolo d.C. per poi finire al XV secolo.

A differenza di quella bizantina che era per lo più sacra e religiosa, la musica medioevale accompagnava la vita della gente dell'epoca tra feste, banchetti, celebrazioni, lavoro e guerra.

La musica medioevale, come accadeva per altri tipologie musicali, veniva tramandata oralmente e solo in epoca tarda venne poi trascritta.

Neumi
Le trascrizioni erano dedicate soprattutto per le melodie che accompagnavano i riti religiosi e per questo motivo (come abbiamo visto) i testi scritti erano accompagnati dai famosi "neumi" che ne davano l'esatta melodia ed intonazione.

La musica medioevale era più che altro improvvisata.

In questo periodo oltre alla consacrazione della musica religiosa e dei canti gregoriani, nascono anche i drammi liturgici (legati alla Pasqua e al Natale) e le "laude" dei frati francescani.

La lauda era un canto di "lode" che veniva cantato dai confratelli durante le processioni in onore di Gesù, della Madonna o dei Santi. La lauda era costruita in strofe, cantate sempre da un solita, ma alternate a ritornelli, interpretata in volgare.

All'inizio del IX secolo, in Francia prese vita la musica polifonica (vero composta da molti suoni) che trasformarono gli antichi canti gregoriani in qualcosa di diverso sovrapponendo le vecchie me lo dica ad un'altra improvvisata, proprio grazie all'introduzione della musica polifonica.questo tipo di musica si sviluppò nelle cattedrali durante le messe.

Notre Dame
Fu questa musica a prendere piede sin dal XII sec, a Parigi nella cattedrale di Notre-Dame. In questa cattedrale nasce una scuola polifonica grazie a due musicisti: Leoninus e Perotinus che compongono le prime composizioni polifoniche chiamate "organum" e "discantus". Erano musiche a due o più voci. Per questo motivo dovettero introdurre un nuovo sistema per la durata dei suoni chiamata notazione "mensurale".

E mentre si continuava a scrivere testi e melodie per la chiesa nacque, intorno all'anno 1000, una nuova musica: la musica profana.

Nacque anche lei in Francia per mano di poeti musici che non solo scrivevano i testi ma erano anche capaci di musicarli. Erano per lo più nobili, feudatari, cavalieri ed anche dame che amavano scrivere e comporre. 

Questi primi autori presero il nome di trovatori o trovieri che, per lo più, parlavano d'amore.

Ma fu nel 1300 che in l'arte musicale si sviluppò. 

In Francia ed in Italia nacque un movimento musicale chiamato "Ars nova" che puntò a valorizzare la musica profana. Il primo fu Guillaume de Machaut a proporre una composizione in stile polifonico durante l'incoronazione del re Carlo V (1364).

La musica profana vide però la sua massima espansione in Italia, soprattutto a Firenze, alla corte di Lorenzo il Magnifico. In questa città la musica faceva da contorno ai testi ed alle poesie di Dante, Boccaccio e Petrarca.

La musica medioevale, in verità, copre circa cinque secoli e va dall'XI fino alla fine del XV secolo. 

L'unica musica medievale, che può essere studiata, è quello che è stata scritta e soprattutto quella che è sopravvissuta al tempo, dato che la creazione di manoscritti musicali era molto costosa, a causa delle spese della pergamena, e l'enorme quantità di tempo necessario per uno scrivano per copiare tutto il testo.

Gli strumenti utilizzati per eseguire musica medievale esistono ancora, anche se in forme diverse, dal momento che degli originali si hanno pochissimi e rarissimi pezzi.

Il flauto una volta era fatto di legno, piuttosto che d'argento o di altro metallo, e come oggi ne erano note due forme: il flauto traverso o il flauto dritto

I flauti moderni hanno conservato nei secoli la forma che noi oggi vediamo. Il flauto medievale è tra gli strumenti usati dagli antichi musicisti medioevali e servivano per introdurre le canzoni,  accompagnare i ritornelli e nelle parti conclusive del brano.
Il suo suono era delicato e dolce anche grazie all'impiego dei materiali usati all'epoca.

Ricordiamo che uno dei predecessori del flauto fu il flauto di Pan che era molto popolare in epoca medievale, ed era probabilmente di origine ellenica.

Oltre al flauto erano in voga anche strumenti a corde come il liutomandoraGittern e salterio. Il dulcimer o salterio martellato, una struttura simile al salterio e cetra, erano originariamente a pizzico.

La lira, fu strumento tipicamente usato nelle corti dell'impero bizantino e fu il primo strumento europeo ad arco. Dato che la musica medioevale si intreccia con quella bizantina, venivano usati anche la lira bizantina  (equivalente allo strumento arabo chiamato rabàb), il noto urghun (organo), shilyani ( probabilmente un tipo di arpa o lira) e la salandj (probabilmente una cornamusa). Altro strumento che ha mantenuto la sua forma originale è la ghironda. Esistevano inoltre strumenti come l’arpa ebraica, le prime versioni di organo, violino (o viella), e trombone (chiamato sackbut).

Viella e Liuto
Viella e Liuto
Come abbiamo avuto modo di vedere il liuto è stato uno degli strumenti più usato sin dall'antichità.
Si tratta di uno strumento a corde, esattamente 6, che potevano essere ad arco o con cassa armonica. Le corde erano o pizzicate con dita o plettri, oppure erano sfregate tramite archetti.

Dal liuto nascono i violini e le chitarre.

Il liuto dell'età medioevale o rinascimentale era a 6 cori ed utilizzava una accordatura della viola da gamba. I liuti con più di 6 corde avevano delle aggiunte di corde con tonalità più gravi, spesso utilizzate a vuoto.

Durante il XVII secolo vengono introdotte diverse variazioni di accordatura; in Francia si impone verso la fine del secolo l'accordatura in "re minore", con ordini gravi modificati a seconda della tonalità dei brani da eseguire.

- Liuto rinascimentale a sei ordini di corde
- Liuto rinascimentale a 8 ordini
- Liuto primo barocco a 10 ordini
- Liuto barocco a 13 ordini

Da questo strumento nasce il termine liutaio, ovvero colui che fabbrica il liuto, poi esteso a tutti coloro che ne costruiscono uno a corde che siano essi pizzicati (come il mandolino, la chitarra) a quelli sfregati (viole, violìni, violoncelli, etc,).

Il liutaio è anche colui che oltre a fabbricare strumenti, li ripara.

La liuteria è un'arte sopraffina, altamente tecnica ed artigianale che nasce, appunto intorno al tardo medioevo fino ad arrivare ai giorni nostri. Durante il Rinascimento, in Italia vi fu un gran fermento nell'attività liutaria. Famosa per le sue botteghe fu ed è anche oggi, la città di Cremona, che ospitò, tra le altre, le botteghe di Antonio Stradivari e Giuseppe Guarneri del Gesù, probabilmente i più grandi liutai della storia.

Gli strumenti di liuteria hanno prezzi molto alti rispetto a quelli di serie e la loro qualità è nettamente superiore a quelli fabbricati a livello industriale.

Oltre al liuto esisteva anche un altro strumento simile allo stesso liuto.

Gittern
Gittern
Il Gittern era uno strumento relativamente piccolo, che ha avuto origine intorno al XIII secolo. 

Simile alla chitarra, il Gittern esternamente somigliava alla Mandora, ed è stato un parente della liuto in quanto la sua schiena era analogamente arrotondata. 

Si tratta di uno strumento popolare usato dai menestrelli e musicisti dilettanti del XIV secolo. Il suo uso però fu breve in quanto lasciò lo spazio al più popolare liuto.

Salterio
Salterio
Tra gli strumenti cordofoni c'era anche il salterio.  

Era uno strumento musicale a corde simile all’arpa o alla cetra. 

Il primo salterio lo si trova nell'antica Grecia (Epigonion) e risale almeno al 2800 a.C., quando era usata come arpa. 

Etimologicamente la parola deriva dal greco antico ψαλτήριον (psaltérion) ovvero "strumento a corde, arpa".

Dulcimer
Oltre ai suddetti c'era anche il dulcimer che deriva da unaparola greco-romana che significa "dolce canto". 

Forse di origini persiane ove veniva chiamato santur. Di questo strumento se ne trovano ancora oggetti nella musica tradizionale nel Sudovest Asiatico, nella Cina e nel Sudest asiatico, in Europa centrale (Ungheria, Romania, Slovacchia, Polonia, Repubblica Ceca, Austria e Baviera) e orientale (Ucraina e Bielorussia). 

Lo strumento è inoltre usato molto in Gran Bretagna (Galles, East Anglia, Northumbria).

Importante nel medioevo era l'impiego della famosa lira bizantina (in latino: lira, greco: λύρα, Turco: Rum Kemence). 

La Lira Bizantina era uno strumento musicale ad arco a corda ed è un antenato dei moderni strumenti ad arco, tra cui il violino. Nella sua forma più popolare è stato uno strumento a forma di pera, con 3 o 5 corde, tenuto in posizione verticale. 

Ghironda
Finiamo con la ghironda. 

Era uno strumento musicale a corde prettamente di origine medievale ancora oggi usato per rappresentazioni di musica dell'epoca sia in festival organizzati in Francia e in Ungheria. 

Fa la sua presenza con il nome di organistrum che era un cordofono utilizzato nel periodo gotico in ambito monastico per insegnare musica ed eseguire brani sacri. 

Essendo uno strumento  polifonico gli venne dato il nome di organum. All'inizio le sue dimensioni potevano sfiorare anche i 2 metri e per questo motivo, intorno al XIII sec, le dimensioni vennero ridotte. 

L'organum venne chiamato, dai francesi, chifonie da cui deriva la parola "sinfonia". La ghironda divenne lo strumento preferito dei menestrelli ma anche dei vagabondi e dei mendicanti, tanto che venne considerato il simbolo della povertà. La ghironda era formata da una ruota di legno, coperta di pece e azionata da una manovella, che sfrega le varie corde: i cantini, i bordoni e la trombetta.

Ritornando allo sviluppo musicale di questo periodo occorre notare che verso l'anno 1000 ci fu il completamento 
della notazione passando dai neumi a vero proprie note. Questa trasformazione la si deve a Guido d 'Arezzo (c. 1000-1050), uno dei più importanti teorici musicali del Medioevo. 

Probabilmente Guido d'Arezzo usò una codificazione delle note già esistenti per poi portarle ad una conformazione tutt'oggi in voga.

Come abbiamo visto anche in precedente articolo Guido d'Arezzo ebbe l'intuizione di dare un nome alle 7 note musicali estrapolando le sillabe del versetto dell'inno a San Giovanni costruendo un esacordo:
  • (UT) QUEANT LAXIS
  • (RE) SONARE FIBRI
  • (MI) RA GESTORUM
  • (FA) MULI TUORUM
  • (SOL) VE POLLUTI
  • (LA) BII REATUM
  • (S) ANCTE (J)OANNES
Guido d'Arezzo individuò tre tipi di esacordo:
  • Esacordo naturale: do-re-mi-fa-sol-la
  • Esacordo molle: fa-sol-la-sib-do-re
  • Esacordo duro: sol-la-si-do-re-mi
La grande intuizione di Guido fu quella di utilizzare le 7 note da lui nominate in ut, re, mi, fa, sol, la ma anche quella di introdurre i semitoni che, negli esacordi, si posizionava sempre tra la 3a e la 4a nota. In questo modo quanto il cantore cantava ed incontrava, ad esempio, un suono mi-fa sapeva che lì c'era il semitono. 

Guido mise a punto anche una forma mnemotecnica per aiutare i cantanti nella lettura a prima vista degli spartiti. Questo aiuto fu detto "mano guidoniana" o "mano armonica".

La "mano guidoniana" appare in molti scritti dell'epoca ed aiutava a trovare i semitoni.




Esempio di musica medioevale tipica dei trovatori.



Esempio di musica allegra (saltarello):




Foto strumenti in uso nell'epoca medioevale.

Flauto di Pan


 Mandola


Liuto rinascimentale, le copie di liuti medievali sonno rarissime



Il Gittern

 

Il salterio



Dulcimer
 

Lira bizantina

 

Ghironda
 


La mano guidoniana

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