mercoledì 14 settembre 2022

L'evoluzione della musica: gli egizi

La musica nell'antico Egitto

Continuando nel viaggio della musica tra le prime civiltà antiche oggi le nostre ricerche ci portano nell'antico Egitto.

L'antico Egitto per tutti è legato alle tre piramidi di Giza, alle monumentali costruzioni di Luxor, alla Valle dei Templi dove fu sepolto il re bambino Tutankamon, alla valle di Saqqara o al tempio funerario di Hatshepsut, noto come Diesel-Djeseru che si trova sotto le scogliere di Deir el-Bahari, sulla riva occidentale del Nilo.

Eppure anche l'Egitto, oltre al suo fascino millenario, è stata una delle prime culle della musica insieme a quella sumera, per la quale avevo scritto un post separato la settimana scorsa.

Le prime forme musicali si trovano già a partire dal IV millennio aC. 

Flauto egizio
Esiste una testimonianza di questo grazie al ritrovamento di una tavolozza d'ardesia, ritrovata a Ieracompoli (nome greco che significa la "città del Falco", il nome egiziano era Nekhen). 

Su tale tavolozza c'è una raffigurazione nella quale si vede un branco di animali tra i quali uno sciacallo in piedi che suona un flauto obliquo (nay).

Probabilmente lo sciacallo è un uomo con la maschera da sciacallo dato che è in piedi a suonare.

Si trova traccia di musica anche all'interno dei famosissimi "Testi delle Piramidi"

I Testi delle Piramidi

Questi testi sono stati ritrovati nella tomba del faraone Unis a Saqqara. Risalgono al 2350 aC. ma forse erano ancora più vecchi e sono i testi religiosi più antichi del mondo.

In questi testi, i musicanti non usavano nessuno strumento ma le sole mani che venivano percosse tra di loro o sulle braccia o sulle cosce.

Questo passaggio citato dai "Testi delle Piramidi" è fondamentale perchè, come appena citato, si dice che i testi risalgono al 2350 aC. ovvero sia intorno alla fine del III millennio mentre la tavolozza raffigurante lo sciacallo che suona il flauto risale al IV millennio, ovvero più di 1000 anni prima.

Probabilmente i Testi sono più remoti della tavolozza.

Gli strumenti classici fanno la loro comparsa dal III millennio (notare ancora la discrepanza tra le date con i Testi). 

Nay egizio
Se ne ha una prova in una raffigurazione, sempre risalente al III millennio aC, nella tomba del re Niuserra ad Abusir, dove si vedono dei suonatori di arpa (che di solito è anche cantante), un suonatore di nay (vedi foto al latoe altri esecutori.

Tra gli esecutori anche qualcuno che, con movimenti della mano, è intendo a dirigere una delle prime orchestre dell'epoca.

Oltre ai soliti strumenti già esistenti fanno la loro introduzione alcuni tamburi rotondi. 

Tra il 2000 e il 1700 aC gli strumenti vengono perfezionati ed appaiono anche le prime lire.

Lira egizia
Le lire e i liuti vengono introdotti da popolazioni straniere: gli Hyksos ("hic" re e "sos" pastori). Questa popolazione proveniva dalla Mesopotamia e aveva avuto influenze sumere ove lire e liuti erano già presenti.

A partire dal 1600 aC le orchestre potevano essere miste ovvero c'era la presenza di donne nelle orchestre e questo solo per ospiti femminili altrimenti l'orchestra era maschile per gli uomini.

Nuovi strumenti vengono introdotti tra la XVIII e la XIX dinastia che andavano ad implementare le orchestre. Questi nuovi strumenti erano gli oboi, le trombe, i sistri e i crotali.

I crotali assomigliavano alle moderne nacchere ed erano costruite in argilla, di legno, di rame o d'avorio. 

Prove di questi strumenti sono stati rinvenuti in tombe di musicisti ma anche nella famosa di Tutankamon vissuto proprio a quel periodo.

Ovviamente il re bambino non le suonava.

Le trombe e i tamburi a forma di barile venivano usati principalmente per le parate militari mentre le arpe e agli strumenti a corda, come abbiamo visto, erano utilizzati per feste e banchetti o riti religiosi.

Nel periodo periodo della XVIII compaiono anche i campanelli che venivano indossati dalle danzatrici intorno alle caviglie. 

Nel tardo periodo dinastico i sistri la fanno da padrone e vengono utilizzati principalmente per riti religiosi. Venivano suonati da una principessa di discendenza reale, chiamata anche "Moglie del dio Amun", davanti al dio Amun e alla sua consorte Mut. 

Il Sistro egizio
Il sistro era uno strumento che pacificava gli dei e le dee arrabbiate.

Si dice che il sistro, come gli altri strumenti musicali, siano stato inventato dalla dea Hathor.

La dea protettrice della musica era la dea Hathor e a lei venivano intonate musiche e danze in quanto era una delle dee che si adirava di più rispetto alle altre.

In un tempo di Hathor a Dendera si trova scritto:

"O dea adorata quant'è bella questa canzone,      come la canzone di Horus stesso. Il figlio di Ra canta come un maestro cantore."

E' proprio a Dendera che si possono osservare ed ammirare alcune raffigurazioni che rappresentano gli egizi intenti a danzare e suonare.

La danza, sicuramente, è nata per riti funebri: la danza Ma-hu. La danza diventò più importante del canto e della musica.

Su alcuni testi ritrovati nel tempio di Medamud c'è un inno dedicato ad Hathor che dice: 

"I sacerdoti lettori di lodino con inni, quelli cui ciò compete recitino le liturgie di festa! Il capo celebrante ti onori con il suo tamburo a forma di barile, i percussionisti sollevino i loro tamburi a cornice! Le giovani donne ti celebrino con ghirlande di fiori, le ragazze con corone fiorite! Gli ubriachi suonino le percussioni per te durante il freddo della notte e quelli che si risvegliano preghino per te!"

Verso il 350 aC la musica egizia sente forte l'influenza di quella greco-romana come dimostrato i papiri ritrovati ad Hermopoli e a Ossirinco.

La musica egiziana sparisce a partire dal IV-VI secolo dC. 

Si trovano ancora tracce di musica del vecchio Egitto nella chiesa Copta anche se è sparito il sistro.

Gli egittologi di Praga sono riusciti a metter in musica alcuni frammenti ritrovati negli scavi di Abusir, importante necropoli egizia situata nel Governatorato di Giza, sud-ovest del Cairo.

I testi e la musica si riferivano, principalmente, a canzoni d'amore.

Rudolf Merisnky
Quello postato in basso potrebbe essere un piccolo assaggio di musica egizia anche se, come hanno detto gli stessi egilottogi, è estremamente difficile riprodurre i suoni ed abbinare i testi cantati con i suoni stessi.

Per cui l'esperimento effettuato da Rudolf Merisnky si avvale di una ipotetica musica egizia accoppiata con testi d'amore realmente trovati in alcune iscrizioni nelle tombe di Deir El Medina, tradotti e cantati, in epoca moderna da Petra Kohoutova, in ceco o in inglese.






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