Le origini della musica persiana sono molto antiche e probabilmente l'si allacciano alla cultura dei Sumeri e degli assirobabilonesi.
Da queste civiltà introdussero alcuni strumenti in voga acquirenti come l'arpa superiore (chang) quella inferiore (vin), il tamburo (tabira) e la tromba (karranay).
Il collegamento tra Persia e Mesopotamia è stato confermato da alcuni ritrovamenti archeologici, di carattere pittorico, che avvalora la tesi di questa influenza musicale da parte persiani in quanto le due civiltà erano abbastanza vicine geograficamente.
Alcuni studiosi hanno però ritrovato altre testimonianze che riportano al III millennio a.C.. Sono stati infatti ritrovati prove di suonatori di tromba, arpa arcuata e un cantore nei pressi di Tepe Tchaghamish, nella regione del Khuzistan.
Ma è con l'influenza ellenistica che la musica persiana prende piede e vede l'introduzione di altri strumenti come liuto (barbat/barbitos) e la pandora (tanbura/pandura) che era una liuto a ciotola a 3 corde.
I primi musicisti persiani importanti furono proprio nel periodo a cavallo tra il III ed il VII secolo d.C.: Bamshad, Azad e Barbad di Fars.
A Barbad di Fars si deve l'invenzione dei "7 modi reali", di 30 modi secondari e di 360 melodie, basati sul sistema teorico di corrispondenza astrale di provenienza mesopotamica.
Gli strumenti persiani, nel VII secolo d.C., crescono in modo esponenziale. In quell'epoca e vengono introdotti l'organo a bocca (bisha'-mushata), la chitarra (rubab) e il flauto (ruyin nay).
Con l'annessione all'impero islamico nel 642 d.C. La musica persiana si mescola con quella araba per diventare una sola cosa.
Il liuto di origine persiana diventa il tipico strumento arabo.
Nel IX secolo d.C. il mondo arabo assorbe il pensiero greco e dei loro più importanti personaggi che hanno fatto, delle loro teorie, la storia della Grecia antica stessa.
Mi riferisco a Aristosseno, Pitagora, Tolomeo, che furono i predecessori riguardo alla divisione degli intervalli e l'organizzazione dei sistemi musicali.
Pur avendo aperto le porte alla musica greca, la cultura musulmana trova un superamento in ambito cerimoniale laddove la produzione sonora acquista una valenza interiore.
L'ascolto di questa musica e più che altro finalizzato a raggiungimento del divino rende la musica una pratica spirituale.
Dopo la caduta di Baghdad in mano i mongoli 1258 d.C. la musica persiana tocca i vertici delle melodie e dei modi musicali fino ad arrivare ai tempi nostri ove, in Iran, troviamo una musica riccamente variegata che si distingue per generi ricorrenti musicali.
Nostri gli strumenti più in voga sono: santur, una specie di salterio trapezoidale le cui corde sono percorse da bacchette; tar e setar, due tipi di liuto che differiscono per dimensioni e numero di corde; kemanche una sorta di viella (strumento a corda); nay, flauto canna dritta; daf, tamburo a cornice; tamburo a forma di vaso.
Attualmente la musica iraniana, il radif, fa parte dei capolavori del patrimonio orale ed immateriale dell'UNESCO.
I musicisti che eseguono questa musica sono particolarmente apprezzato in tutto il mondo.




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