mercoledì 26 ottobre 2022

L'evoluzione della musica: la musica nell'antica Oceania

  

Arte rupestre Oceania-Danze-Kakadu

Il nostro viaggio tra le origini della musica oggi ci porta nella zona oceanica.

L'Oceania (chiamato anche Continente Nuovissimo) è un continente della terra che comprende: l'Australia, la maggior parte delle isole dell'oceano Pacifico, ovvero Melanesia (inclusa la nuova Guinea), la Micronesia e la Polinesia (inclusa anche la Nuova Zelanda).

Il termine Oceania, dal francese Ocèanie, fu chiamata così dal cartografo Bruè. Deriva, quindi, dalla parola oceano, che è un termine che la metodologia greca collegava quella del titano omonimo (in greco ᾿Ωκεανός/Okeanós), figlio di Urano (il cielo) e di Gea (la Terra).

La presenza dell'uomo nel continente oceanico risale a circa 50000 anni fa quando i primi aborigeni, provenienti probabilmente dalle terre dell'est, arrivarono in questa zona.

Alcune figure rupestri, ritrovate nel nord dell'Australia nella regione di Kakadu, fanno risalire i primi strumenti musicali a circa 15.000 anni fa.

La musica sempre avuto un ruolo principale nella vita e nella cultura aborigena. Per gli abitanti di quei posti la musica era un mezzo che li teneva collegati al cosmo il quale si manifestava con rumori di temporali, lampi, versi di animali e canti di uccelli.

Questi suoni della natura venivano poi raccontati e tramandati attraverso canti e suoni. Attraverso questi canti, infatti, venivano tramandate le conoscenze delle varie tribù.

Come per le altre zone sparse nel mondo, anche le tribù aborigeni nel continente oceanico, trasmettevano questi canti questi suoni in maniera orale e non scritta.

Didgeridoo
Didgeridoo

In Australia lo strumento più remoto è il didgeridoo. Il suo suono era molto particolare e veniva subito riconosciuto. 

Il didgeridoo tradizionale è ricavato da un ramo di eucalipto che è una pianta molto diffusa in quelle zone.veniva scelto tra quelli in cui interno è stato scavato dalle termiti. Una volta scortecciato e ripulito e accuratamente rifinito, lo strumento veniva poi decorate e colorato con pitture tradizionali che richiamavano la mitologia aborigena.

Gli aborigeni lo usano non solo come strumento a fiato ma al tempo stesso può essere utilizzato come strumento di percussione se colpito con dei bastoncini in legno chiamati clap stick con il boomerang.

Questo strumento a fiato veniva suonato con la tecnica della respirazione circolare che consiste nello sfruttare la cavità della bocca come sacca d'aria (un po' come le cornamuse o le zampogne) da rilasciare nel momento in cui si inspira con il naso per riempire di nuovo i polmoni. Questo tecnica, quindi, permetteva di evitare salti durante l'emissione del suono.

Il didgeridoo potevano anche essere di lunghezza variabile. Si potevano trovare strumenti lunghi di 1,50 metri fino a 4 metri.

Ovviamente la lunghezza dello strumento aveva incidenze di tonalità diverse.

Il didgeridoo veniva anche chiamato ydaki, djalupu, djubini, gangabb, gamalagg.

Questo millenario strumento trovava utilizzo soprattuto durante i riti di iniziazione dei giovani, nelle cerimonie di affiliazione, per usi sciamani o per scopi terapeutici.

Tjuringa o Churinga
Usato prettamente dagli uomini veniva fatto suonare anche alle donne solo in caso di uso per scopi terapeutici. 

Ancora oggi, gli aborigeni dell'Australia hanno conservato molte canzoni ancestrali dedicate al canto degli uccelli, alla natura, al culto.

Oltre al didgeridoo c'erano altri strumenti che venivano usati e sono: balnuknuk, bagnata, purakakka e il tjurunga.

Nella zona hawaiana la musica ebbe un'evoluzione diversa grazie all'introduzione di strumenti a corda come la chitarra hawaiana, chiamata anche chitarra d'acciaio, e l'ukulele.

Lap Steel Guitar
La prima fece la sua comparsa verso il XIX secolo con l'arrivo di europei ed americani. 

Qualcuno dice che il genere musicale sia stato introdotto dai cowboy messicani giunti in Hawaii, poi perfezionato ed elaborato da una ragazzo di 7 anni, nativo delle Hawaii, chiamato Jospeh Kekuku. 

La chitarra hawaiana, chiamata Lap Steel Guitar, può essere sia normale che elettrica. Il suo è un suono particolare dato che non si usano le dita sulla tastiera per ottenere la tonalità ma un cilindrato di acciaio (da qui Steel) che fatto scivolare sulle corde produce un effetto  slide

La chitarra viene appoggiata sulle ginocchia (da qui Lap) dello strumentista.

Ukelele
L'ukelele invece è sempre una chitarra a corde che trova le sue origini in Portogallo. Nel 1800 circa alcuni portoghesi sbarcarono nelle Hawaii. Tra di loro c'erano tre liutai: Augusto Dias, Jose do Espirito Santo e Manuel Nunes.

I tre presero spunto da una chitarra portoghese (la braguinha) per costruire il primo ukulele. 

L'ukelele venne inizialmente costruito in legno. Ha la forma a nocciolina (anche detta a forma ad 8) quasi simile a quelle delle attuali chitarre elettriche. L'ukelele si avvaleva solo di 4 corde che, in origine, erano di catgut (un tessuto connettivo dell'intestino tenue di animali).

Danza Hula
La musica hawaiana tradizionale è quella Maori (il mele) accompagnato dalla danza tipica (l'hula). La stessa musica la si può trovare anche in Polinesia.

Come nelle varie altre civiltà sparse nel mondo, anche la musica hawaiana e polinesiana si ispira a temi religiosi ('oli), per riti come il battesimo (i mele inoa), canti di preghiere (le mele pule) e per danze (mele hula mahu).

A questi due già citati ci sarebbe anche l'Ukeke, uno strumento a corde che è una specie di arco musicale.

Oltre agli strumenti a corda troviamo però anche quelli a fiato e percussioni.

Tra gli strumenti a fiato ci sono: Ohe Hano Hiu e Xaphoon.

Ohe Hano Hiu 
Il primo è un flauto detto anche "flauto nasale". 

Lo strumento, di cui si trovano anche tracce in Africa e nelle Filippine, viene suonato emettendo aria dal naso dello strumentista.

Il secondo è di recente invenzione. Costruito negli anni 70 da un liutaio di nome Brian Wittman, è un semplice flauto ma che si avvale di un'ancia che è la stessa usata nei sassofoni tenori.

Per quanto riguarda gli strumenti a percussione, ci sono: 'lli'iliIpu, Ipu heke, Pahu, Pu'li, Kala'au e Ululi.

In tutti questi casi la musica dell'Oceania si lega molto a quella dell'Africa perchè, come abbiamo visto, si tratta di canti e suoni che venivano tramandati oralmente. La musica tradizionale era molto legata alla vita delle tribù.

E' proprio vero il detto che dice "tutto il mondo è un paese".

Esempio di musica aborigena:









mercoledì 19 ottobre 2022

L'evoluzione della musica: la musica nell'antica America Centrale e Sud America

 


Anche in America del centro e del Sud le influenze musicali era simili all'America del Nord.

La musica pre-ispanica o, per meglio dire, precolombiana potrebbe essere nata intorno al 3500 a.C. fino al XVI secolo.tale musica a origine tra i Maya, i Zapoteca, i Mixteca, i Purepecha, gli Olmeca, i Totonaca e gli Atzeca.

La musica precolombiana non si basava su scale pentatoniche ma anche su melodie e ritmi che davano più enfasi, rispetto a quelle dell'America del Nord.

Come accadeva nelle tribù del Nord, anche in questa mesoamericana la musica variava a secondo della regione e della lingua.

Anche in questi territori la musica era di stile "tonale" in quanto non esisteva vere e proprie scale musicali. Ancora oggi, in Messico, possiamo trovare esempi di questo genere di musica "tonale" che discende dagli antichi Maya, o meglio, dai Hnahnu o dai Porchépecha.

Le melodie musicali delle antiche civiltà presenti in questo territorio avevano una "colorazione",  o"timbro", particolare caratterizzata da una sola voce come nel caso della civiltà Tzeltal.

Teponatzli Maya
Teponatzli Maya
Come per le tribù del Nord, anche queste antiche civiltà del Centro e      del Sud America tramandavano oralmente i loro testi e le loro melodie.

Alcuni loro strumenti, come il teponaztli, venivano utilizzati proprio con lo scopo di aiutare a ricordare ritmi e melodie. Stessa cosa accadeva ai tempi degli antichi Maya con i loro strumenti a percussione.

Tra gli Atzechi e gli antichi popoli messicani questo genere di musica venivano insegnato insieme alle danze ed al canto.

Esistevano proprio delle scuole apposite sia per la danza ed il canto (cuicacalli - "casa del canto") che per insegnare a suonare gli strumenti (mixcocalli - "casa del dio del fuoco").

Le scuole non erano solo un insegnamento ma erano centri in cui i giovani aztechi, ad esempio, si riunivano per ballare, divertirsi, socializzare e comunicare.

Oltre alle percussioni di cui sopra, tra gli strumenti in voga c'erano i cosiddetti "strumenti del vento" ovvero a fiato.

Chililihtli e Tlapizalli:
Esistevano, ad esempio i Chillilhtli e i Tlapizalli che erano dei flauti d'argilla che potevano anche essere costruiti con le canne o di osso.

C'erano anche delle ocarine, delle tortorelle e dei vasi che fischiavano chiamati Huilacapiztli ed anche delle specie di trombe o corni dal suono profondo che erano ricavati da conchiglie marine, gli Atecocolli.

Questi strumenti ad aria (o aerofoni) producevano un suono attraverso la vibrazione dell'aria all'intero degli strumenti stessi senza l'ausilio di corde o membrane.

Panhuehuetl

Tra gli strumenti a percussione possiamo elencare i Tetzilacatl che dei dischi in metallo che assomigliavano al gong, gli Huehuetl che erano dei tamburi verticali ricavati da un tronco vuoto e decorato all'esterno ricoperto da pelle di cervo, i Panhuehuetl che erano dei tamburi molto grandi. 

I Tlalpanhuehuetl erano tamburi giganti di circa 2,50 metri usati nei templi per annunciare le guerre (il loro suono si sentiva a circa 12 km di distanza).

Tlalpanhuehuetl 

I Teponzatli erano tamburi orizzontali formando un tronco vuoto che veniva suonato con due bastoncini ricoperti di gomma utilizzati per riti religiosi, per segnalare una guerra o per il cambio della guardia.

Teponzatli 

Per finire c'erano anche gli Ayotl, gusci di tartaruga che venivano percossi con un asticella di cervo.

Ayotl

Oltre alle percussioni ed ai fiati esistevano altri strumenti che erano utilizzati per accompagnare le melodie con i loro "sibili" o rumori simili a "raschiamenti" e a sonagli.

Chicahuaztli
Chicahuaztli
, ad esempio, era un bastone a forma di raggio di sole che suonava come un sonaglio.

I Tzicahuaztli invece avevano un suono come un raschiatore. Era fatto di osso (un femore a volte umano) con degli assi trasversali che venivano strofinati da destra verso sinistra o viceversa. 

Tzicahuaztli 

L'Omichitzicahuaztli assomiglia a a quello precedente ma veniva appoggiato su un cranio umano che fungeva da cassa di risonanza. Solitamente veniva usato per riti funebri.

Ayacachtli 

L'Ayacachtli era un sonaglio di zucca, d'argilla o di metallo. Era pieno di piccole pietre ed assomigliava un po' alle maracas.

Infine i Tenabaris che erano fatti di boccioli di farfalla seccati e legati insieme. Questi strumenti venivano legati alle caviglie ed ai polsi dei ballerini.

Al tempo delle popolazioni mesoamericane, precolombiane, i musicisti erano esenti dal pagare i tributi. Inoltre, essere musicista, voleva dire frequentare l'ambiente delle case dei signori anche perchè venivano anche ricoperti di onori e ricchezze.

Chi praticava la musica si distingueva dalla massa per il suo mecàtl, una cordicella che portavano in testa dalla quale pendevano delle punte sul petto.

Quello che differenzia la musica del mesoamerica da quella del Nord sta nel fatto che i precolombiani non avevano strumenti a corde in quanto, come abbiamo visto poco fa, si usavano strumentazioni a fiato e a percussioni.

A proteggere la musica di quelle civiltà c'era una divinità patrona del canto, della musica e della danza, Xochipilli - Il principe Fiore.

Anche nel Sud ovest la musica era principalmente idiofona ed aerofoni come per le tribù del Nord o delle civiltà del mesomerica.

I loro strumenti erano simili a quelli delle altre civiltà.

Tra gli idiofoni si potevano trovare: risonatori a tavole, tamburi a pedale, pietre per percussioni, idiofoni scossi, sonagli di vasi e campane di rame e argilla.

Bullroarers
Tra gli aerofoni troviamo: bullroarers, I flauti scomponibili, fischietti risanatori in argilla, trombe a conchiglia e strumenti ad ancia preistorici.il flauto di legno era di particolare importanza.

Alcune tribù indiane del Sud America, ad esempio, facevano uso anche di violini. Si tratta del "violino Apache" o anche detto "Tsii'edo'a'tl" che significa "legno che canta", nella lingua Apache.

Tsii'edo'a'tl"

La musica della popolazione del sud America, dei nativi indiani, era più sincopata rispetto a quelli del mesoamerica. La musica era caratterizzata da tecniche vocali rilassati e non pulsanti.


Esempio di musica mesoamericana:


Esempio di musica sud America nativi indiani:






mercoledì 12 ottobre 2022

L'evoluzione della musica: la musica nell'antico nord America

 


Nel nostro viaggio oggi toccheremo le terre del Nord America ove hanno vissuto i primi popoli indigeni, In particolare la musica tribale tradizionale, come la musica Pueblo e la musica in Inuit.

Oltre alla musica tradizionale dei gruppi nativi americani, esistono altri generi pan-indiani ed intertribali.

In questo genere musicale, il canto e le percussioni sono gli elementi più importanti la musica tradizionale del Nord America. Le percussioni, in particolare i tamburi e i sonagli, sono un tipo di accompagnamento comune per tenere il ritmo costante per i cantanti.

Nata da tribù varie, la musica nordamericana si somiglia abbastanza in quanto le varie tribù usavano melodie solitamente costanti in scale più semplici. La classica scala degli autoctoni assimilò molto dalla cultura orientale, trovandosi spesso ad utilizzare scale pentatoniche o tritoni.

I tamburi usati sono spesso di tipo a testa singola o doppia testa.altri invece sono costituiti da sonagli e "shaker" realizzati con carapace di tartaruga.

Ma oltre ai tamburi erano spesso usati flauti, fischietti altri strumenti che producono il suono mediante il respiro del musicista come i corni. 

Violino Apache
Esistono comunque anche strumenti a corda che possono essere per percosse o pizzicati come l'arco musicale (o violino) che aveva avuto origini proprio nelle Americhe.

Tra gli strumenti a corde chitarre e violini che variavano da tribù a tribù.

La musica e i testi erano tramandati per via orale. La storia di ogni tribù veniva raccontata costantemente e ripetuta attraverso la musica.

Purtroppo di questa musica e di questi testi non vi è traccia scritta. 

Le prime documentazioni storiche della musica di queste tribù nord americane risalgono all'arrivo dei primi esploratori europei nel XIX sec., anche se sono stati trovate raffigurazioni e pittogrammi che rappresentavano la musica e la danza e da dati fin dal VII secolo d.C..

Sempre in base a questi pittogrammi, gli archeologi hanno potuto stabilire che i primi strumenti musicali in Nordamerica risalgono almeno ad un periodo molto remoto che si aggira tra l'8000 e il 1000 a.C., con strumenti come i sonagli fatti di carapace di tartaruga.

I primi canti assomigliano più a delle ninnananna. I canti hanno avuto influenza, nel corso del tempo, dagli stili asiatici (soprattutto paleo-siberiane) arrivati in quella zona attraverso lo stretto di Bering.

Queste influenze hanno poi dato vita a musiche con una tecnica di canto fatte di vocalizzi pulsanti come nel caso delle tribù Chuckchee, Yukachir e Korvak.

Questo genere musicale ha poi influito anche le musiche del mesomerica. Basti pensare che in Messico possiamo trovare strumenti come i fischietti a forma di uccello.

In qualche modo, secondo il compositore Antonin Dvorak, le musiche nord americane prendevano spunto da quelle afroamericane.

I testi delle canzoni comprendono sia i testi pubblici che quelli segreti, detti anche "antiche e immutabili", che vengono utilizzate solo per scopi sacri cerimoniali.

Si dice che la musica sacra e cerimoniale provenga da divinità o spiriti, o da persone particolarmente rispettate.

Dal Midwest americano fino al Canada la musica è nasale e monofonica non miscelata con toni alti e frequenti falsetti, con discesa graduale verso il basso. 

In questo genere di canti hanno risalto i grandi tamburi di paglia doppia testa e i flauti solisti: i flageolet.

Tornando alla strumentazione usata dai nativi del Nord America analizziamo gli strumenti utilizzati.


IL FLAUTO TRADIZIONALE


Flauto Tradizionale

Il flauto veniva utilizzato soprattutto per la musica di tipo new age usata nel corteggiamento, nella guarigione, nella meditazione nei riti spirituali.

Il flauto e l'unico al mondo costruito con due camere d'aria: c'è una divisione, all'interno dello strumento, tra la camera superiore lente e quella inferiore del fischietto e i fori per le dita.

Il flauto tradizionale è stato costruito utilizzando misure basate sul corpo umano: la lunghezza del flauto e la distanza dall'ascella al polso, quello della camera d'aria superiore equivale ad un pugno, la distanza dell'imboccatura al primo foro è anch'essa di un pugno, la distanza tra i fori è di un pollice e la distanza e dall'ultimo foro alla fine ancora di un pugno.

Il loro suono assomiglia a quello dei tasti neri di un pianoforte. Questo conferisce lo strumento il suo caratteristico suono lamentoso.


LE PERCUSSIONI


Tamburo indiano Nord America
Tamburi del Nord America

I tamburi sono distribuiti, per tradizione, sono molto usati dalla musica dei nativi del Nord America.

Sono composti da un telaio di legno o un tronco intagliato di scavato, con pelle di daino o di alce tesa da tendini attraverso l'apertura.

Le loro dimensioni sono grandi, da circa 60 a 90 cm di diametro, e sono suonati in comune da gruppi di cantanti che siedono intorno ad esso in cerchio.

Esistono anche i tamburi più piccoli ad una sola faccia e per la loro costruzione viene utilizzato un guscio più sottile e la superficie di pelle grezza è posizionata solo sul lato, con allacciatura sull'altro.

Tamburo ad acqua
Ci sarebbero anche tamburi ad acqua: il tipo irochese è il tipo Yaqui. 

Questo tamburo è un piccolo recipiente di legno, a forma di coppa, con acqua al suo interno è una pelle conciata in umidità tesa attraverso l'apertura superiore. L'umidità e la compattezza della pelle conciata producono cambiamenti di tono mentre il tamburo viene suonato.

Sonaglio
Sonaglio a tamburo
Tra le percussioni esistono anche i sonagli che erano delle bacchette intagliate che emettono un suono simile a quando si raschia un bastone contro le sue tacche.

Alcuni sonagli erano inseriti anche nella testa di un tamburo per aumentare la risonanza del suono. 

Gli Hopi usavano i sonagli per la loro danza della tartaruga; altri indiani d'America li usavano per imitare le rane recitanti per la pioggia.


I FISCHIETTI


Fischietto

I fischietti sono realizzati in osso e sono stati usati per migliaia di anni.alcuni sono stati scoperti nell'Arizona nord orientale risalgono al periodo tra il 300 a.C. e 300 d.C..

Il fischietto in osso d'aquila è il tipo di fischietto più comune; gli altri sono realizzati in corno, legno  e ossa ad altri animali.

Il fischietto serviva per aumentare il simbolo e il simbolismo del pezzo da suonare. Ad esempio il fischietto di osso d'aquila poteva essere suonato durante la danza della pioggia, per invocare la forza del  possente uccello.

Esempio di musica tradizionale indiana del Nord America.



mercoledì 5 ottobre 2022

L'evoluzione della musica: la musica nell'antica Africa

 

Musica SubSahariana

La musica africana si intende quella dell'Africa a sud del Sahara mentre quelli al nord o a settentrione sono più di origine islamica, etiope ed egiziana.

Per la popolazione africana a sud del Sahara, la musica è sempre stata una componente fondamentale della vita e della collettività. La musica, sotto forma di canto,  era prettamente utilizzata per la conservazione della memoria storica e riguardava racconti, proverbi, modi di dire, canti di lode nei confronti di personaggi famosi, narrazione di imprese storiche.

Questi canti, nel tempo, furono accompagnati da strumenti a corde, quali l'arpa, il liuto Kora (una sorta di chitarra a 21 corde). Tutto ciò era diffuso in Africa occidentale e nel Ghana.

L'arpa arcuata, particolarmente usata in Gabon, impiegata nei rituali terapeutici di possessione.

Ci sono poi alcuni tipi di cetra (la Mvet del Camerun, la Valiha Madagascar e la Inanga del Burundi); la lira; i liuti ad arco, sempre monocorde. 

Anche la Sanza (o Mbira), fatta da una serie di lamelle di metallo o bambù fissati su una cassa di risonanza, a un rilevante ruolo epico ed è il simbolo dell'identità nera della musica nata nelle lotte per l'indipendenza.

In origine tutti gli strumenti erano costruiti con pelli e corna di animali, zucche e conchiglie.

Ancora oggi la musica africana a sud del Sahara ha un'importanza fondamentale per i riti religiosi. La forma più utilizzata della musica è il canto corale che è antifonale ovverosia un cantatore si alterna agli interventi di un coro. I repertori più ricchi su sul piano corale sono quelli dei pigmei della foresta e dei boscimani del Kalahari.

Gli strumenti usati per questo tipo di racconti musicali sono strumenti cordofoni e di tamburi che vengono usati a scopo rituale.

Valiha


I tamburi a membrana presentano dimensioni estremamente varie e possono avere la cassa cilindrica, tronco di cono, a calice, a clessidra, a scodella. Altri strumenti a percussione frequenti sono i tamburi a fessura, utilizzati anche per comunicare i messaggi, e gli xilofoni, diffusi dall'Uganda al Mozambico.

Sia i tamburi che gli xilofoni hanno il compito di "parlare" ai danzatori ed ai ballerini, descrivendo loro le situazioni o significati della danza stessa.

Durante il colonialismo ed il periodo buio della schiavitù in America, la musica ed i canti dell'Africa sfociarono in nuove espressioni musicali che diedero origine ai Gospels ed agli Spirituals. 

Da queste forme nacque il BLUES, forma musicale che si avvale delle pentatoniche.

Nel corso degli anni la musica africana ha contaminato l'uccidente. Alcuni artisti occidentali, come Peter Gabriel, le hanno utilizzate per le loro creazioni musicali.








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