Il nostro viaggio tra le origini della musica oggi ci porta nella zona oceanica.
L'Oceania (chiamato anche Continente Nuovissimo) è un continente della terra che comprende: l'Australia, la maggior parte delle isole dell'oceano Pacifico, ovvero Melanesia (inclusa la nuova Guinea), la Micronesia e la Polinesia (inclusa anche la Nuova Zelanda).
Il termine Oceania, dal francese Ocèanie, fu chiamata così dal cartografo Bruè. Deriva, quindi, dalla parola oceano, che è un termine che la metodologia greca collegava quella del titano omonimo (in greco ᾿Ωκεανός/Okeanós), figlio di Urano (il cielo) e di Gea (la Terra).
La presenza dell'uomo nel continente oceanico risale a circa 50000 anni fa quando i primi aborigeni, provenienti probabilmente dalle terre dell'est, arrivarono in questa zona.
Alcune figure rupestri, ritrovate nel nord dell'Australia nella regione di Kakadu, fanno risalire i primi strumenti musicali a circa 15.000 anni fa.
La musica sempre avuto un ruolo principale nella vita e nella cultura aborigena. Per gli abitanti di quei posti la musica era un mezzo che li teneva collegati al cosmo il quale si manifestava con rumori di temporali, lampi, versi di animali e canti di uccelli.
Questi suoni della natura venivano poi raccontati e tramandati attraverso canti e suoni. Attraverso questi canti, infatti, venivano tramandate le conoscenze delle varie tribù.
Come per le altre zone sparse nel mondo, anche le tribù aborigeni nel continente oceanico, trasmettevano questi canti questi suoni in maniera orale e non scritta.
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| Didgeridoo |
Il didgeridoo tradizionale è ricavato da un ramo di eucalipto che è una pianta molto diffusa in quelle zone.veniva scelto tra quelli in cui interno è stato scavato dalle termiti. Una volta scortecciato e ripulito e accuratamente rifinito, lo strumento veniva poi decorate e colorato con pitture tradizionali che richiamavano la mitologia aborigena.
Gli aborigeni lo usano non solo come strumento a fiato ma al tempo stesso può essere utilizzato come strumento di percussione se colpito con dei bastoncini in legno chiamati clap stick con il boomerang.
Questo strumento a fiato veniva suonato con la tecnica della respirazione circolare che consiste nello sfruttare la cavità della bocca come sacca d'aria (un po' come le cornamuse o le zampogne) da rilasciare nel momento in cui si inspira con il naso per riempire di nuovo i polmoni. Questo tecnica, quindi, permetteva di evitare salti durante l'emissione del suono.
Il didgeridoo potevano anche essere di lunghezza variabile. Si potevano trovare strumenti lunghi di 1,50 metri fino a 4 metri.
Ovviamente la lunghezza dello strumento aveva incidenze di tonalità diverse.
Il didgeridoo veniva anche chiamato ydaki, djalupu, djubini, gangabb, gamalagg.
Questo millenario strumento trovava utilizzo soprattuto durante i riti di iniziazione dei giovani, nelle cerimonie di affiliazione, per usi sciamani o per scopi terapeutici.
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| Tjuringa o Churinga |
Ancora oggi, gli aborigeni dell'Australia hanno conservato molte canzoni ancestrali dedicate al canto degli uccelli, alla natura, al culto.
Oltre al didgeridoo c'erano altri strumenti che venivano usati e sono: balnuknuk, bagnata, purakakka e il tjurunga.
Nella zona hawaiana la musica ebbe un'evoluzione diversa grazie all'introduzione di strumenti a corda come la chitarra hawaiana, chiamata anche chitarra d'acciaio, e l'ukulele.
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| Lap Steel Guitar |
Qualcuno dice che il genere musicale sia stato introdotto dai cowboy messicani giunti in Hawaii, poi perfezionato ed elaborato da una ragazzo di 7 anni, nativo delle Hawaii, chiamato Jospeh Kekuku.
La chitarra hawaiana, chiamata Lap Steel Guitar, può essere sia normale che elettrica. Il suo è un suono particolare dato che non si usano le dita sulla tastiera per ottenere la tonalità ma un cilindrato di acciaio (da qui Steel) che fatto scivolare sulle corde produce un effetto slide.
La chitarra viene appoggiata sulle ginocchia (da qui Lap) dello strumentista.
L'ukelele invece è sempre una chitarra a corde che trova le sue origini in Portogallo. Nel 1800 circa alcuni portoghesi sbarcarono nelle Hawaii. Tra di loro c'erano tre liutai: Augusto Dias, Jose do Espirito Santo e Manuel Nunes.
I tre presero spunto da una chitarra portoghese (la braguinha) per costruire il primo ukulele.
L'ukelele venne inizialmente costruito in legno. Ha la forma a nocciolina (anche detta a forma ad 8) quasi simile a quelle delle attuali chitarre elettriche. L'ukelele si avvaleva solo di 4 corde che, in origine, erano di catgut (un tessuto connettivo dell'intestino tenue di animali).
La musica hawaiana tradizionale è quella Maori (il mele) accompagnato dalla danza tipica (l'hula). La stessa musica la si può trovare anche in Polinesia.
Come nelle varie altre civiltà sparse nel mondo, anche la musica hawaiana e polinesiana si ispira a temi religiosi ('oli), per riti come il battesimo (i mele inoa), canti di preghiere (le mele pule) e per danze (mele hula mahu).
A questi due già citati ci sarebbe anche l'Ukeke, uno strumento a corde che è una specie di arco musicale.
Oltre agli strumenti a corda troviamo però anche quelli a fiato e percussioni.
Tra gli strumenti a fiato ci sono: Ohe Hano Hiu e Xaphoon.
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| Ohe Hano Hiu |
Lo strumento, di cui si trovano anche tracce in Africa e nelle Filippine, viene suonato emettendo aria dal naso dello strumentista.
Il secondo è di recente invenzione. Costruito negli anni 70 da un liutaio di nome Brian Wittman, è un semplice flauto ma che si avvale di un'ancia che è la stessa usata nei sassofoni tenori.
Per quanto riguarda gli strumenti a percussione, ci sono: 'lli'ili, Ipu, Ipu heke, Pahu, Pu'li, Kala'au e Ululi.
In tutti questi casi la musica dell'Oceania si lega molto a quella dell'Africa perchè, come abbiamo visto, si tratta di canti e suoni che venivano tramandati oralmente. La musica tradizionale era molto legata alla vita delle tribù.
E' proprio vero il detto che dice "tutto il mondo è un paese".
Esempio di musica aborigena:




























