Dopo aver attraversato il mondo della musica ai tempi dei sumeri, degli egizi e dell'antica Arabia, oggi ci occuperemo della musica dell'antica India.
La storia della musica indiana si può dividere in 4 periodi: il Periodo leggendario, il Periodo classico, il Periodo mongolo e quello britannico.
C'è chi invece classifica i periodi indiani in tre categorie fondamentali: Vedico, Moghul e Moderno (ove sono compresi il Periodo Britannico e quello Post-Coloniale)
In sostanza 3 o 4 i periodi sono sempre i soliti.
IL PERIODO VEDICO
Il Periodo Vedico o leggendario arriva al II secolo a.C. . Secondo le cronache tramandate nei secoli, io dio Shiva sarebbe stato colui che ha insegnato la musica e la danza alla civiltà umana. Fu so stesso Shiva, ad esempio, ad inventare il primo strumento musicale chiamato Veena o Vina.
L'origine della musica "indiana" nasce da un mito. E' grazie ad una divinità che questa arte si tramanda da secoli.
Brahma era il dio della creazione che impartì a Shiva, dio della trasformazione, i primi insegnamenti in ambito musicale. Shiva li passò a Saraswati, dea della conoscenza, della musica e delle arti.
Sarawati la tramandò a Narad, un saggio divino della tradizione induista che riveste un ruolo importante nei tanti testi puranici, soprattutto nel Bhagavata Purava.
Fu a Narad che i testi attribuiscono l'invenzione della Veena e non direttamente al dio Shiva. Narad tramandò poi l'arte della musica ai "cantanti celesti" chiamati Gandharva, ai Kinnar ("strumenti celesti") ed alle Apsara che erano le "danzatrici celesti".
Fu dopo Narad che la musica poi venne tramandata agli abitanti della terra.
Altre teorie contravvengono a queste teorie divine facendo invece nascere la musica dalla parola AUM (ovvero l'OM).
Quale sia la vera origine della musica in India conta poco, quel che conta è che la sua provenienza territoriale la colloca nella valle dell'Indo.
Esistono scavi effettuati proprio in questa regione effettuati dal Dipartimento di Archeologia dell'India che hanno portato alla luce rappresentazioni di danzatrici e musicisti. Questi scavi si trovano soprattutto a Harappa e Mohanjodaro. Quest'ultima famosa e super studiata dagli archeologi internazionali in quanto sito di particolare interesse riguardo alla scomparsa improvvisa della popolazione e per degli oggetti vetrificati trovati sul posto.
Le rappresentazioni rinvenute risalirebbero a circa 5000 anni fa ovvero sia al 3200 a.C.
Per cui il periodo vedico verrebbe dopo la civiltà esistente alla valle dell'Indo. La collocazione temporale collocherebbe, infatti, il periodo vedico intorno al 2500 a.C.
Il periodo Vedico dovrebbe coincidere con la conquista di quei territori da parte degli antichi Ariani che erano una popolazione che proveniva, con molta probabilità, dall'Asia centrale. A quel periodo risalgono alcune composizioni come il Rig Veda, Yajurva Veda, Sam Veda e Atharva Veda.
Il Rig Veda è sicuramente il più antico. La sua datazione risalirebbe al 2500 a.C ma non è attendibile dato che ai tempi le conoscenze e le arti si tramandavano oralmente.
Per cui potrebbe essere ancora più antico.
I Veda, come da tradizioni indiane, esistono prima della creazione.
Ma che musica era quella vedica?
Probabilmente, come accadde anche per i sumeri o gli egizi, la musica e le canzoni vennero create più per motivi sacri e religiosi che per altro. Ancora oggi, in India, questa musica e questi testi sono suonati e cantati per pratiche legate alla religione.
Oltre alla Veena o Vini quali altri strumenti esistevano a quel tempo?
C'erano 4 tipologie di strumenti: a corda, a membrane, ad aria e quelli a vibrazione.
Quelli a corda, chiamati Tata Vadya, erano suonati con l'uso dell'arco, del plettro o pizzicati con le dita. Si conosco i Veena, i Kand Veena e i Karkari Veena.
Quelli a membrava, chiamati Avanaddha Vadya, erano costituiti da una membrana che veniva tesa su cilindro. Venivano percossi con le dita o con le mani, con bacchette oppure strofinati. I più comuni erano i Mridanga, i Dol, i Dholak.
Gli strumenti a fiato o aerofoni, chiamati Sushi Vadya, erano i Bansuri e gli Shennai.
Per finire c'erano quelli a vibrazione o Idrofoni, chiamati Gran Vadya, come gli Jhanj, i Kartal o i Kanjeera.
Qualche musicista di oggi sostiene che la musica provenga direttamente dai Sama Veda. Questa si riferiva a tre tonalità: Udatta, tono alto, Anudatta, suono greve, e Swarit, forse a metà tra i primi due.
A queste tre tonalità si aggiunse un altro modo che utilizzava altri tre toni: Rig, Gatha e Saman. Il Rig usava una nota, Il Gatha due note e il Saman tre note.
Più tardi si introdusse una scala a 7 toni discendenti: Krishta, Pratham, Dwitiya, Trtiya, Chatyrtha, Mandra e Ati Swara.
IL PERIODO CLASSICO
Il periodo classico (che va dal II sec a.C al XIII d.C.) inizia esattamente nel II secolo a.C. in corrispondenza del trattato "Natya Sastra"che dovrebbe essere stato scritto al saggio Baharata. In questo trattato si parla di musica. Secondo alcuni storici questa opera è una specie di riassunto di altre opere precedenti. Rimane il fatto che in questo trattato si accenna agli intervalli musicali, alle note e ad alcuni accordi di base.
IL PERIODO MOGHUL
Il periodo Islamico-Mongolo o Moghul inizia nel XIII secolo d.C. La musica indiana subisce nuove influenze da parte di nuove civiltà che cambieranno l'aspetto pratico sia sotto l'aspetto di nuovi stili che con l'introduzione di nuovi strumenti.
Allà-Udim e Amir Khostru furono due persiani che influenzarono molto la musica indiana sia attraverso i testi che attraverso la sonorità.
Con l'arrivo dei mongoli l'India conobbe anche l'uso del liuto.
IL PERIODO BRITANNICO
All'inizio del XVIII secolo l'India. grazie a 3 musicisti del sud, sviluppa la musica carmica soprattutto nelle zone di Bon Bay, Calcutta e Bengalore dove, agli inizi del '900, vennero aperte numerose scuole di musica indiana.
Ancora oggi l'India è legata moltissimo alle sue tradizioni antiche soprattutto al periodo Veda, ovvero a quello più antico, e questa musica comprende ben 200 stili diverse anche perchè molte erano le etnie.
Questa musica indiana parla di vita, di fatti quotidiani, dei vari mestieri in uso (contadini, cacciatori, incantatori di serpenti, ecc).
La musica dei Veda si avvale di scale senza semitoni a differenza delle scale Rega legate alla musica classica. La musica classica legata ai Rega è di tipo monofonico e cioè basata su una singola linea melodica.
In questo tipo di esibizione si può vedere che gli strumenti entrano in modo prestabilito: prima entro lo strumento solista, poi il cantante e poi gli altri strumenti e le percussioni.
GLI STRUMENTI
Chiudiamo dicendo che per l'India esistono due tipi di note musicali: la Buddha Svara (forma naturale) e la Vikrta Svara (forma alterata).
Il termine Svara è una parola sanscrita che significa "nota musicale".
In India abbiamo 7 note musicali:
SA Sadja षड्ज
RE Rsabha ऋषभ
GA Gandhara गान्धार
Ma Madhyama मध्यम
PA Pancama पञ्चम
DHA Dhaivata धैवत
NI Nisada निषाद
La tonica SA e la quinta PA sono considerate note fisse, non subiscono nessun tipo di alterazione in diesis (Tivra) o bemolle (Komal); tutte le altre note possono essere alterate rispetto alla loro posizione naturale. Anche "Acala" è un termine sanscrito che significa inamovibile o fisso. Pertanto Acala Svara è da intendersi come note musicali fisse non alterabili, per l'appunto SA e PA. Le altre cinque note sono dette Sacala Svara.
Di seguito un antichissimo canto Vedico usato per la profonda meditazione.






















