mercoledì 16 novembre 2022

L'evoluzione della musica: la musica nell'antica Roma

 

Come abbiamo visto nell'articolo precedente sugli etruschi, la musica romana ha origini prettamente latine o tirreniche (dalla parola Tyrrenios usata dai greci per gli etruschi).

Non v'è dubbio che la musica romana si affidò alla creatività degli etruschi e dei greci tanto da usarne forma, suoni e strumenti.

Come per i nativi latini, anche nell'antica Roma la musica era associata a vari eventi: spettacolo, riti sacri, cene, rievocazioni storiche e feste sacre o profane.

Il primo inno fu commissionato da Augusto intorno al 17 a.C, qualche anno dopo la conquista della città etrusca di Veio. Si tratta di un genere musicale chiamato "carmen" scritto da Orazio ed eseguita da un coro di bambini ai Giochi secolari (Ludi Saeculares). 

Perciò non rimane che elencare quel che erano gli strumenti in uso presso l'antica Roma che, nel corso del tempo, perfezionò tecnica, melodie e canti.

Come per i greci, gli etruschi e gli egizi anche la musica romana si avvaleva dei vari sognali, campanelli, tamburelli, strumenti a corda e a fiato o anche il solo battere delle mani o dei piedi.

Tra gli strumenti a fiato troviamo:

- la tuba sia militare che per suonate semplici. Era una lunga e dritta tromba di bronzo con un bocchino conico staccabile. Esemplari ancora oggi esistenti sono lunghi circa 1,3 metri, e hanno fori cilindrici dal boccaglio. 

La tuba produceva solo una singola serie di note. In campo militare, è stata utilizzata per le "marce militari" ma anche nell'arte, mentre accompagna i giochi (ludi) ed eventi di spettacolo.

- il cornu, come una tromba con suono graffiante, era un lungo strumento a fiato in metallo di forma tubolare che girava intorno al corpo del musicista con una forma simile a una G maiuscola. Aveva un foro conico e un bocchino conico ed è stato utilizzato per i segnali militari e in parata. Come la tuba, il cornu appare anche come accompagnamento per eventi pubblici e spettacoli. Veniva portata a spalla.


- la tibia, si suonava sempre in coppia, cioè soffiando contemporaneamente in due tibie, richiedeva molto fiato, di uso militare e non.


- l'organo, i più piccoli erano a fiato, poi c'era l'organo idraulico con un cilindro e un pistone che forniva aria compressa che forniva la musica. 


- un organetto si suonava spingendo il piede su una specie di piccola fisarmonica posta al suolo che emetteva la stessa nota 

Tra quelli a corda si potevano trovare:

la lira, con due braccia e una cassa di risonanza a pelle di tamburo, con suono squillante; una specie di arpa, con una cornice di legno o di guscio di tartaruga e vari numeri di fili tesi da una barra trasversale al corpo sonoro. 

la cetra, era uno strumento più grande rispetto alla lira. Formata da una cornice a forma di scatola con corde tese dalla traversa in alto fino alla cassa di risonanza in basso, era di legno. Era tenuta in posizione verticale e suonata con il plettro. Le corde erano accordabili regolando cunei di legno lungo la traversa. La cetra, con il tempo, prese il posto della lira.

- il liuto, aveva tre corde e non era tanto popolare quanto la lira o la cetra, ma era più facile da suonare.

- la chitara, con due braccia, cassa in legno e con la possibilità di accorciare o allungare le corde per modulare i suoni; era di diverse dimensioni.

Tra le percussioni erano in voga:

- Lo scabellum, un dispositivo di legno o di metallo a cerniera usato per battere il tempo.

SISTRO ROMANO
- Il sistrum era uno strumento in metallo, con una parte a forma di ferro di cavallo retta da un manico e attraversata attraverso dei fori da alcune asticelle più larghe alle estremità in modo che non escano dai fori; Il suono viene prodotto scuotendo lo strumento. 

Il numero e lo spessore delle asticelle flottanti ne definisce e caratterizza l'altezza e l'intensità del suono, il quale resta comunque - come in molti altri analoghi strumenti a sonagli - indeterminato, e cioè senza una precisa connotazione tonale.

- Il cymbali sistrum era un sonaglio composto da anelli infilati attraverso i buchi di un telaio metallico, che era spesso utilizzato per scopi rituali.

- I cymbala erano piccoli cembali: dischi metallici con centri concavi e bordi girati, venivano usati in coppie e si facevano sbattere l'uno contro l'altro.

Esistevano pure timpani e nacchere.

Durante l'età regia e nella prima parte dell'età repubblicana si sviluppano a Roma forme di canto sia solista che corale di cui ci restano poche testimonianze. Si trattava di carmi accompagnati dal suono della tibia. I carmi si suddividevano in:

- carmi sacrali:
Carmen Fratrum Arvalium, Carmen Saliare;

- carmi conviviali di argomento epico-storico;
Carmina Convivalia;

- carmi in onore di generali vittoriosi:
carmina triumphalia;

- lamentazioni funebri:
neniae.

Nell''età imperiale i Romani portarono la loro musica alle province, ricevendo a loro volta tradizioni dell'Asia Minore, del Nord Africa e della Gallia che arricchirono la cultura romana. Questo diede vita ad una musica più complessa anche grazie all'introduzione del teatro greco.

La musica divenne via via sempre più importante anche per  spettacoli ed eventi nelle arene, e faceva parte dello spettacolo chiamato pantomimus, una prima forma di balletto narrativo che combinava danza espressiva, musica strumentale e un libretto cantato.

Probabilmente, date le influenze del tempo, gli antichi romani si basarono su quattro toni successivi che venivano indicati da quattro lettere tanto da poterle poi trascriverle ed annotare sui testi delle canzoni. 

Esempio di musica antica romana:




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