Della musica greca antica non è rimasto molto e non ci sono grandi raccolte musicali. Quel che si sa è che nell'antica Grecia la musica aveva un ruolo importante perchè accompagnava spesso i loro banchetti e le loro cerimonie.
Per gli antichi Greci la musica aveva una funzione educativa. Secondo Platone la musica poteva arricchire l'anima, proprio come la ginnastica irrobustisce il corpo.
Quel che sappiamo è che i musicisti dell'antica Grecia avevano sviluppato un sistema di scrittura musicale.
Per gli antichi greci Lino, figlio di Apollo e della musa Urania, era l'ideatore delle melodie.
Da leggende antiche sembra che Lino, grande maestro di musica, abbia avuto in regalo una lyra (l'antica arpa) da suo padre Apollo e che lo stesso Lino abbia poi modificato e migliorato lo strumento facendo arrabbiare suo padre Apollo.
Fu per questo che Apollo uccise Lino.
Uno dei canti di Lino, chiamato poi "lino", si basava su 7 vocali che formavano un inno. Sembra che da queste 7 vocali, successivamente, abbiano avuto origine le 7 note musicali che conosciamo oggi.
Le note naturali (ovvero senza bemolli o diesis) nacquero nell'antica Grecia. Se ne ha dimostrazione in alcuni poesie epiche di Omero dato che venivano accompagnate da strumenti musicali.
La musica scritta probabilmente ha la sua origine grazie ai matematici dell'epoca tanto che fu proprio Pitagora, sommo matematico, a scoprire che una corda poteva suonare in modo differente a secondo della sua lunghezza.
La prima lira a 7 corde creata da un certo Terpandro di Antissa, poeta di Lesbo. Le 7 corde avevano lunghezze differenti una dall'altro proprio come nelle arpe di oggi.
Le 7 note vennero poi chiamate con 7 lettere dell'alfabeto.
In alcuni testi noti Glaucone, fratello di Platone, ed esperto in musica indicò differenti tipi di melodie a seconda delle diverse occasioni o cerimonie pubbliche o religiose.
Queste differenze melodiche, dette "harmoniai", erano cos' chiamate:
- "meixolydisti" o "mixolidia" e "syntonolydisti" o "lidia tesa" per funerali e lamenti;
- "iasti" o "ionica" e "lydisti" o "lidia" per banchetti o per rilassamento;
- "doristi" o "dorica" e "phrygisti" o "frigia" per guerre o azioni pacifiche, come la preghiera.
Anche Aristotele parla di differenti armonie o melodie (harmoniai): tristezza, quiete, moderazione ed equilibrio, ardore e frenesia.
Ma le harmoniai si riferivano anche a diversi "modelli di accordatura" dello strumento.
Tutto ciò appariva gil sin dal VI secolo a.C., sia nei testi filosofico/letterari che in quelli storici/geografici e in quelli musicali.
Questo genere musicale, nel tempo, influenzò molto alcune regioni al di fuori della Grecia antica dato che gli stessi greci avevano contatti in Italia, in Tracia, sul Mar Nero, in Anatolia, a Cipro, in Fenicia e in Africa.
Da studi riguardanti l'antica Roma, un certo Polibio, nel II secolo a.C., parlando della musica inerente al Peloponneso centrale disse: "Se gli uomini infatti è generalmente utile esercitare la musica, intendo la musica vera, e gli Arkadi ciò è anche necessario.non bisogna credere infatti che la musica, come dice Eforo nel proemio della sua opera, pronunciando giudizio che non è per nulla degno di lui, è stato introdotto fra gli uomini solo per allettarli ingannevolmente: nel ritenere che gli antichi Cretesi e Spartani abbiano introdotto a casaccio in battaglia l'uso dell'aulos e della cadenza ritmica, invece di quello della tromba."
Ma quali erano gli strumenti dell'antica Grecia?
La cetra precede la lyra, regalata poi al figlio Lino, ed è con questa che Apollo, anche chiamato Musagete (guida delle Muse), da il via ai canti musicali grechi.
Canti che accompagnavano le danze delle Muse che erano un gruppo di divinità femminili che risiedevano sulle pendici del monte Elicona.
le Muse danzavano e cantavano. Lo dice anche Omero nell'Iliade: "Apollo accompagna la danza ed il canto delle Muse al suono della phorminx, un antico tipo di cetra".
La lyra era formata da una cassa di carapace di tartaruga. Aveva i bracci formati da corna con una traversa che le collegava alla sommità. Le sue corde erano fatte di budello o da tendini animali.
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| Barbitos |
Nelle immagini di queste danze appaiono anche altri strumenti come la lira, il barbitos, l'aulos e lo syrinx.
Il barbitos era uno strumento a corde forse di origini frigie (zona dell'Anatolia). Probabilmente era una lira più grande di quella in uso, di forma slanciata, con braccia sottili e lunghe corde.
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| Aulos |
L'aulos era solitamente lungo di 40 cm ed aveva otto fori (monaulos).
Ne esistevano anche a 5 o 6 fori (plagiaulos)e anche doppi (ovvero con 2 canne di cui una era più corta).
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| Syrinx |
Lo syrinx è uno strumento a fiato (detto anche flauto di Pan). Era costruita da una canna con uno o più fori.
Era simile allo zufolo. Poteva essere anche fatto a più canne (originariamente a 6 o 7), tenute insieme da cera o cordicelle.
Lo strumento prende nome da una ninfa dell'Arcadia.
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| Nike suona la Khitar |
In realtà si tratta di uno strumento nato, all'interno della famiglia delle phomninges (cetre arcaiche a 4 corde), da cui si distingue per la forma quadrangolare della cassa di risonanza.
Le dimensioni di questo strumento variavano da 85 cm a 50 cm di lunghezza e cm 30-40 in larghezza.
Il piano anteriore della cassa armonica era piatto.
La kithara era pesante ed
alcuni esemplari erano arricchiti da elementi decorativi. In alcune raffigurazioni si può vedere il citharoedus (nome di colui che suonava la kithara) che si esibiva seduto.
Sia la lyra che la kithara erano suonate con le dita oppure con un plettro, spesso realizzato in osso o avorio.
Degli stessi materiali (osso o avorio) erano realizzate anche i piroli, i ponticelli e le cordiere.
Nella Grecia antica si faceva anche uso di strumenti a percussione come tamburi e cimbali.
Esempio di musica greca antica:







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